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Bimbo affetto da disabilità
Foto © CBM
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La disabilità
Sono 1 miliardo le persone con disabilità nel mondo, l’80% delle quali vive nei Paesi in Via di Sviluppo dove i servizi sanitari minimi spesso non sono garantiti. È quanto emerge dal primo rapporto sulla disabilità realizzato e presentato a Ginevra, il 9 giugno 2011, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e Banca Mondiale con la collaborazione di Organizzazioni Non governative attive nel campo della lotta alla disabilità come CBM.
Nel Sud del mondo la disabilità conduce inesorabilmente all'esclusione e alla discriminazione sociale ed economica e riduce, se non addirittura nega, l'accesso alla formazione scolastica e al lavoro. Le persone disabili entrano in un circolo vizioso che le porta a essere tra le più povere del mondo, con tassi di analfabetismo e disoccupazione di gran lunga superiori rispetto a quelli della popolazione normodotata.
A soffrire in modo particolare per le conseguenze sociali della disabilità sono soprattutto le donne, i bambini e gli anziani. Le donne, spesso, subiscono una doppia discriminazione come donne e come disabili, correndo anche il rischio di essere vittime di abusi sessuali.
I bambini disabili sono, spesso, respinti dalla stessa famiglia d'origine e considerati socialmente inutili dalla comunità di appartenenza. Non possono andare a scuola perché non esistono strutture e personale specializzato e non hanno alcuna possibilità d’integrazione sociale.
Nei paesi poveri del Sud del mondo povertà e disabilità sono unite in un circolo vizioso. Le persone povere non hanno i soldi per curarsi e rischiano di diventare disabili anche a causa di problemi curabili. Le persone disabili non hanno accesso all’istruzione e al mondo del lavoro e sonocostrette a vivere di stenti.
CBM lavora per spezzare il circolo vizioso tra povertà e disabilità occupandosi di cura e prevenzione della disabilità visiva, fisica, uditiva e mentale.
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