L’8 di giugno è prevista in tutta Italia l’uscita
del DVD del film “Ray”, film autobiografico del
cantante non vedente più famoso del mondo: Ray Charles,
ovvero “The Genius”, scomparso a 73 anni l''undici
giugno dello scorso anno.
Nato povero ad Albany, nella Georgia della segregazione razziale,
questo grande artista divenne cieco alla tenera età di
7 anni, a causa di un glaucoma, una delle patologie contro
le quali CBM Italia Onlus – Missioni Cristiane per i
Ciechi nel Mondo si batte quotidianamente nei Paesi in Via
di Sviluppo (PVS), (31.716 operazioni
del glaucoma all’anno!!),
grazie anche al sostegno dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità, con la quale ha dato vita al progetto “Vision
2020”, progetto che si prefigge di sconfiggere le cause
di cecità evitabile entro l’anno 2020.
Il glaucoma, la seconda
causa di cecità al mondo dopo
la cataratta (è stato definito dagli anglosassoni come “the
thief ot sight” e cioè “il ladro della vista”), è una
malattia caratterizzata dalla progressiva riduzione, prima
del campo visivo, e poi della vista per l’aumento della
pressione interna dell’occhio. Nel glaucoma l’umore
acqueo, liquido prodotto nella parte anteriore dell’occhio
per dare tono al bulbo oculare, non riesce a defluire a sufficienza,
e si accumula all’interno dell’occhio aumentandone
la pressione; questa pressione elevata distrugge progressivamente
le fibre nervose del nervo ottico.
Allo stadio iniziale il paziente non avverte alcun dolore e
per tale ragione spesso la malattia viene diagnosticata solo
quando il nervo ottico è già seriamente compromesso,
proprio come nel caso di Ray Charles.
La diagnosi del glaucoma si basa sulla misura della pressione
oculare e del campo visivo; la cura prevede l’uso quotidiano
di un collirio. In alternativa, la pressione oculare si può controllare
con un’operazione chirurgica, e questa è una scelta
quasi obbligata nei PVS, perché i pazienti non hanno
i soldi per acquistare il collirio antiglaucomatoso, né la
cultura per usarlo regolarmente.
Il glaucoma, nonostante si tratti di una patologia comune e
spesso curabile, è responsabile della cecità di
circa 7 milioni di persone (12.3%
dei casi di cecità) concentrate prevalentemente nel Sud del Mondo. Purtroppo nei
PVS, dove povertà e assenza di servizi sono problemi
endemici, la prevenzione e la cura delle malattie che conducono
alla cecità non sono un fatto scontato, così come
non lo erano negli anni ’30 del