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Il 23 gennaio 2012 ha segnato il primo anno di entrata in vigore della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (UN CRPD) a livello europeo.
Si tratta della prima Convenzione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite ratificata dall’Unione Europea. La sua implementazione deve essere ancora completata e richiederà la nascita di nuovi meccanismi di partecipazione, partendo dal coinvolgimento e dall’inclusione delle persone con disabilità, come stabilisce la stessa Convenzione.
Dopo l’entrata in vigore, la fase successiva sarà quella di trovare un accordo sulle procedure di implementazionee i meccanismi necessari a una concreta applicazione dei principi stabiliti dalla UN CRPD.
Nel 2011 l’Unione Europea, rispettando quanto stabilito nell’articolo 32 della Convenzione, ha dato vita ad alcune interessanti iniziative. Ne è l’esempio la consultazione sulla nuova Guida, di recente avviata, relativa alla disabilità per le delegazioni europee. Tale consultazione non è nata dalle istituzioni europee, bensì dalle organizzazioni della società civile attive nel campo dei diritti dei disabili. Questo lavoro sarà necessario per la stesura di una successiva Guida che verrà utilizzata a livello nazionale come strumento per favorire l’inclusione delle persone disabili nei Paesi membri dell’Unione Europea.
Si tratta di esempi emblematici che esprimono la volontà dell’Unione di promuovere cambiamenti e progressi nell’ambito delle politiche a favore delle persone con disabilità.
Lars Bosselmann, referente dell’ufficio di CBM a Bruxelles responsabile delle attività di Advocacy, ha dichiarato sul tema: “CBM auspica che l’Unione Europea possa giocare un ruolo strategico nella promozione di uno sviluppo attento e capace di includere le persone disabili e promuova un dialogo aperto e costruttivo con i Paesi partner dell’Unione.”
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