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I nostri Reportage
 
Palestina: gli interventi CBM in Cisgiordania
In questo reportage, corredato dalle foto di Pino Ninfa, un resoconto degli interventi di CBM e del partner locale a Betlemme in Cisgiordania

Lo scorso aprile ho avuto la possibilità di visitare, insieme al fotografo Pino Ninfa, i progetti di CBM in Terra Santa. In questo Paese dove la situazione di instabilità e conflitto colpisce soprattutto i più poveri e indifesi, CBM Italia sostiene una piccola oasi di speranza: il BASR hospital.

 

Questo ospedale, fondato nel 1960 fornisce servizi medici e riabilitativi a persone affette da disabilità visiva e fisica provenienti dalle varie aree della Palestina. In particolare l’ospedale fornisce servizi di chirurgia delle principali patologie visive, screening oculistici, attività di riabilitazione e stimolazione visiva per bambini ipovedenti e affetti da traumi cerebrali, servizi di audiologia, di ausili per persone con disabilità uditiva e servizi di chirurgia ortopedica e di riabilitazione delle persone affette da traumi e disabilità.

 

In questi lunghi anni trascorsi nella famiglia CBM ho avuto la possibilità di visitare molti luoghi. L’Africa tenebrosa dei bimbi che corrono a piedi nudi vestiti di stracci, l’allegra e sventurata America Latina, il frenetico e operoso Sud Est Asiatico delle disuguaglianze, ma a Betlemme ho scoperto qualcosa che non avrei voluto aggiungere al mio bagaglio di esperienza: la difficile condizione delle persone disabili in un contesto di guerra, di assedio, di incertezza sul futuro. Ho raccolto molte testimonianze e, per la prima volta, non ho avuto bisogno di un quaderno per imprimere le storie, i nomi, i volti di persone fiere che combattono la loro lotta quotidiana contro la disabilità, per sopravvivere in un contesto di per sé già precario, per non perdere la speranza in un futuro migliore.

 

I loro racconti sono impressi nella mia memoria e sarà difficile dimenticare storie come quella di Barah e sua madre. Barah, ha 2 anni e 3 mesi e viene da Tulkaram, un villaggio nel nord della Palestina. È stato investito da un’auto durante un incidente stradale, ed è stato in coma un mese e mezzo. È arrivato al BASR hospital ad ottobre 2009 dove, dopo il coma, gli è stato diagnosticato un gravissimo trauma cerebrale.

 

Questo ha comportato gravi danni motori, problemi alla vista, problemi all’udito e problemi di linguaggio. In questo ospedale i bimbi affetti da traumi cerebrali restano in compagnia delle loro mamme per tutto il tempo della riabilitazione, che ha una durata variabile dai 2 ai 4 mesi. Come tutti gli altri bambini del reparto, Barah si sveglia alle 6, fa colazione ed è pronto per il ciclo di riabilitazione.

 

Si comincia con la fisioterapia, per la quale è seguito dalle cure amorevoli di Lulu e di Hussein, il capo del dipartimento. Dopo aver fatto circa 2 ore di fisioterapia, Barah si trasferisce nel dipartimento per gli ipovedenti dove è seguito dal Dr. Saleh, oculista dell’ospedale, e dalla infaticabile Jian, responsabile dei trattamenti di stimolazione e riabilitazione visiva.

 

 Dopo un’intensa e proficua seduta, arriva il momento di spostarsi nel reparto di logopedia dove, piano piano, i bimbi riescono nuovamente a muovere la bocca e a pronunciare qualche parola. Ogni paziente ha il suo programma riabilitativo personalizzato, comprensivo di sedute con lo psicologo che aiutano anche le mamme a superare una situazione psicologica frustrante.

 

 Il sostegno delle mamme e il loro coinvolgimento nel ciclo riabilitativo è essenziale perché, durante i mesi passati in ospedale, queste donne coraggiose imparano le tecniche riabilitative e le fanno seguire ai bimbi sia durante la degenza in ospedale che al ritorno a casa. La mamma di Barah è una donna di una dolcezza disarmante, almeno quanto quella del sorriso del suo bambino.Tra di loro esiste un’armonia assoluta e una tenera complicità.

In questi mesi Barah ha fatto grandi progressi e io ne sono stato testimone. Oggi comincia a camminare, sorride, riconosce le persone che gli sono accanto, gli operatori del
BASR, anche la sua vista e il suo udito sono migliorati. “Un vero e proprio miracolo”mi dico, guardando le foto di Barah quando era arrivato in ospedale subito dopo l’incidente. Ma al BASR hospital, dove nel 2009, 36.951 persone hanno ricevuto aiuti medici, i "miracoli" sono all’ordine del giorno.

 

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