visita oculistica ad un'anziana donna etiope

Il progetto

In alcune zone dell’ Etiopia la popolazione, sia urbana che rurale, non ha accesso a forniture idriche e strutture igienico-sanitarie sicure e adeguate. Poche famiglie hanno una sufficiente conoscenza delle pratiche igieniche relative al cibo, all’acqua e all’igiene personale. Di conseguenza, molti dei problemi sanitari del Paese sono dovuti a malattie trasmissibili attribuibili a un approvvigionamento da fonti d’acqua non sicure e a pratiche di gestione dei rifiuti non igieniche. 

L’accesso a servizi oculistici di qualità è ancora più limitato a causa delle poche e inadeguate strutture. Di conseguenza, il peso delle disabilità visive e della cecità è elevato. In particolare il peso del tracoma, malattia infettiva della vista, sugli individui e sulle comunità colpite è enorme.

Nel 2013 il Progetto di Mappatura Globale del Tracoma (GTMP) ha mostrato che oltre l’80% di tutti i distretti ha livelli di prevalenza del tracoma superiori al 10%. Oltre il 40% di tutti i distretti è risultato iperendemico, con livelli di prevalenza del tracoma nei bambini di età compresa tra 1 e 9 anni superiori al 30%. I livelli di prevalenza del tracoma variano dall’1,0% al 3% o più in oltre il 70% dei distretti dell’Etiopia. Di conseguenza, sono oltre un milione i casi di trichiasi  che dovrebbero essere sottoposti a un trattamento chirurgico urgente per evitare cecità irreversibile e danni alla vista. Con questi livelli di prevalenza, l’Etiopia si fa carico di un terzo del carico globale di tracoma.

Il progetto proposto è attuato in linea con la strategia SAFE approvata dall’OMS. Un approccio che affronta non solo il problema sanitario (tracoma), ma anche le cause profonde del problema a livello di comunità. Pertanto, attraverso l’attuazione della strategia SAFE si crea un ambiente libero dal tracoma, migliorando così la qualità della vita della comunità.

Obiettivo del progetto è contribuire all’eliminazione nazionale del tracoma e al miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità.

Obiettivo specifico è ridurre la prevalenza del tracoma attraverso l’attuazione della strategia SAFE dell’OMS, con particolare attenzione a donne, bambini e persone con disabilità nei distretti di Debub Sodo, Silti e Misrak Silti, nella Regione SNNPR, entro il 2024. La SNNPR è una delle regioni più grandi dell’Etiopia, con oltre il 10% della popolazione del Paese.

Il distretto di Debub Sodo – dove operiamo in particolare come CBM Italia – è un distretto di recente formazione, con una popolazione totale stimata di 60.000 abitanti che dipendono dall’agricoltura di sussistenza. Secondo le fonti del governo locale non ci sono ospedali nel distretto e la copertura dell’acqua potabile è del 51,25%.

Il progetto si rivolge a 60.000 beneficiari (donne, uomini, ragazze, ragazzi, studenti e persone con disabilità (3% del totale) che vivono nei tre distretti.

Gli effetti a lungo termine del progetto miglioreranno inoltre lo stato socio-economico delle loro famiglie e della comunità dei tre distretti di intervento in generale. Di conseguenza, i beneficiari indiretti del progetto sono stimati essere 211.156.

Risultati attesi

Le persone dei tre distretti sono sottoposte a screening e trattamento del tracoma nel corso dei tre anni.

Nei 3 distretti sarà aumentato l’accesso a fonti d’acqua sicura:

  • in particolare saranno costruiti 30 pozzi accessibili nei 3 anni, di cui 12 realizzati da CBM Italia nei 3 anni (di cui beneficeranno 7.000 persone).
  • 30 test batteriologici sulla qualità dell’acqua e lavori di post-costruzione condotti nel distretto d’intervento.
  • 150 comitati per l’igiene e i servizi igienico-sanitari (WASHCO) organizzati e formati sulla prevenzione del tracoma, l’igiene e i servizi igienico-sanitari, con particolare attenzione al lavaggio del viso e alla corretta gestione dell’acqua.
  • 60 custodi e 60 educatori all’igiene dei villaggi (VHE) organizzati e formati sul funzionamento e la manutenzione dei pozzi e sulla prevenzione del tracoma, l’igiene e i servizi igienici.
  • Miglioramento dell’igiene personale e ambientale della comunità target.
  • Riduzione della diffusione della SARS-CoV-2 nella comunità di riferimento.
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