Abdulfetah ha sette anni e sta diventando cieco a causa della cataratta. I suoi genitori, dopo aver perso entrambi il lavoro, hanno affidato il bimbo alla nonna Zahira, che vive nel sud dell’Etiopia. Ma un’operazione, può cambiare tutto. 

bambino con sguardo serio e cicatrice sulla fronte

Chi è Abdulfetah

Nato e cresciuto in Arabia Saudita, Abdulfetah è un bimbo di 7 anni. La sua mamma, Nefisa, è originaria di un piccolo villaggio nel sud dell’Etiopia, dove vivono tuttora la madre e i suoi fratelli, con i rispettivi figli.

È loro che contatta Nefisa quando sia lei e che il marito perdono il lavoro: possono occuparsi di Abdulfetah? La nonna, Zahira, non esita un istante e il nipote viene accolto immediatamente. La casa è una capanna di fango composta da tre stanze. I bambini dormono tutti insieme sul pavimento.

Per Abdulfetah è tutto nuovo: dal cibo agli spazi intorno a lui.
Il bimbo, infatti, è quasi completamente cieco per una cataratta mai curata e, ora che l’ambiente è diverso e i punti di riferimento che conosceva non ci sono più, anche muoversi sembra impossibile.

Una conversazione, purtroppo, frequente

Abdulfetah aveva appena 3 anni quando sono cominciati a comparire i primi sintomi. Zahira ricorda molto bene la telefonata della figlia:

Mi diceva che il piccolo non vedeva bene. Piangeva mentre mi parlava perché non sapeva come fare per aiutarlo. Lo aveva portato in ospedale ma il costo per curarlo era troppo alto.

Zahira, nonna di Abdulfetah

Conversazioni come questa, purtroppo, avvengono quotidianamente in migliaia di case in tutto il mondo. Nelle aree più povere di Paesi come l’Etiopia mancano le strutture sanitarie, i piani di assistenza inclusivi o le cure sono troppo costose per le famiglie che vivono in povertà.

E così, negli ultimi quattro anni, la cataratta di Abdulfetah ha continuato a peggiorare. Il bambino riesce a malapena a vedere e necessita di assistenza anche per camminare.

bimbo con cataratta e ferita sopra il sopracciglio

Il giorno dell’incidente

Dopo qualche settimana a casa della nonna, Abdulfetah sembra prendere confidenza con gli spazi, tanto che Zahira si sente abbastanza tranquilla quando si reca dalla vicina, che abita proprio nella capanna di fronte. Ma appena uscita di casa un grido la richiama immediatamente.

Sul pavimento del cortile trova il bambino in lacrime, con il volto coperto di sangue: Abdulfetah, per raggiungere i cuginetti, stava camminando vicino al muro esterno della casa, mantenendo una mano sulla parete e l’altra di fronte a sé. Si era così scontrato con un asino che stava pascolando e che aveva reagito assestando un calcio al volto del bambino. La ferita fortunatamente non è profonda, ma appena qualche centimetro più in basso e gli avrebbe fatto perdere l’occhio.

Chi l’avrebbe mai detto, però, che dopo questa brutta giornata fatta di lacrime e paura, sarebbero arrivati giorni migliori…

Il dono di una famiglia allargata

un operatore di cbm fa una visita oculistica ad un bambino in Etiopia

Come Zahira non ha esitato ad accogliere Abdulfetah, nonostante la povertà della famiglia rendesse difficile sfamare una persona in più, allo stesso modo i nostri donatori e donatrici sono sempre pronti ad aiutare chi ha più bisogno.

È proprio grazie al loro contributo che, tramite i nostri operatori, siamo riusciti ad identificare il caso del piccolo Abdulfetah: gli abbiamo garantito un’operazione di cataratta gratuitamente e consegnato il suo primo paio di occhiali da vista. Oggi può finalmente vedere il mondo intorno a sé, giocare insieme ai suoi coetanei, muoversi in autonomia…e sorridere! La sua vita è cambiata per sempre.

primo piano di un bambino sorridente con occhiali da vista

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