Emergenza COVID-19
4 Maggio 2020

COVID-19: aggiornamenti dai nostri progetti

Siamo in contatto costante con i partner locali per essere aggiornati sulla situazione nei nostri Paesi d’intervento e poter rispondere così in maniera tempestiva ed efficace.

Ecco gli aggiornamenti dai nostri progetti:

Africa

Si stanno svolgendo sessioni di sensibilizzazione e informazione nelle sale d’attesa degli ospedali. Sono state incoraggiate e adottate misure di distanza sociale, dispositivi di protezione e utilizzo di igienizzanti.

Ultimo aggiornamento: 30/04

I casi continuano a crescere in tutti i Paesi. Imposto il lockdown ed esteso in tutti i Paesi, con chiusura delle scuole, divieto di assembramenti, chiusura delle frontiere. 

In Sud Sudan e Kenya attivo il coprifuoco serale. In Rwanda iniziata la “fase 2” con leggeri allentamenti alle limitazioni: si può tornare al lavoro, ma solo se essenziale; ci si può muovere ma solo all’interno della stessa regione.

Burkina Faso

Ultimo aggiornamento: 19/05

Ha avuto luogo una cerimonia ufficiale di consegna di materiali ai partner, per essere poi distribuiti ai beneficiari.

Aggiornamento: 15/05

Le città non sono più in lockdown, ripartito anche il trasporto pubblico.

Aggiornamento: 08/05

Ripartito il trasporto pubblico e le città non sono più in lockdown.

Sono ora possibili le missioni di monitoraggio sul campo programmate.

Aggiornamento: 10/04

Il partner locale ha creato un comitato di risposta al virus.

Stiamo lavorando per la diffusione di spot radiofonici per diffondere messaggi di prevenzione e realizzando materiali di sensibilizzazione da distribuire nelle scuole, mercati, centri di salute e amministrazioni pubbliche dei comuni d’intervento.

Stiamo distribuendo sapone e  dispositivi per il lavaggio delle mani e dotando di gel idroalcolico alla Direzione Regionale della Salute perché venga poi distribuito a distretti sanitari e centri di salute.

Stiamo distribuendo viveri e kit d’igiene a famiglie vulnerabili. 

Continuano le attività di progetto che non prevedono raggruppamenti: dotazioni di animali e costruzione di pozzi.

Etiopia

CBM Etiopia ha contribuito ad attività di sensibilizzazione e produzione/distribuzione di materiale informativo attraverso alcuni nostri partner.

Ultimo aggiornamento: 08/05

l partner ECDD (Etiopia, progetto educazione inclusiva con Robit) è diventato membro del Comitato nazionale (con ministero salute, ministero del lavoro e affari sociali, croce rossa internazionale) che ha come scopo quello di pianificare e mobilizzare risorse per le persone con disabilità per far fronte all’emergenza COVID-19. ECDD è inoltre in contatto con l’High commissioner for Human Rights dell’UN per dare supporto tecnico nel diffondere comunicazioni inclusive sui loro canali.

Aggiornamento: 30/04

L’ospedale ALERT è stato selezionato per accogliere pazienti in quarantena. Inoltre,  presso l’Ospedale, l’Armauer Hansen Reaserch Institute sta svolgendo e analizzando test per l’identificazione dei pazienti.

Aggiornamento: 16/04

Nel Nord dell’Etiopia, con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, abbiamo integrato il nostro progetto ATEP con le seguenti attività:

  1. Distribuzione di kit (mascherine, disinfettante, sapone e fazzoletti) a persone con disabilità, persone vulnerabili e staff di progetto
  2. Costruzione di punti acqua per lavarsi le mani nei pressi dei centri salute, nei centri villaggio, nelle aree sub-urbane e in prossimità dei pozzi
  3. Sensibilizzazione sulla prevenzione del COVID-19, sul riconoscimento dei sintomi e sui comportamenti da adottare in caso di sospetto contagio. La sensibilizzazione verrà svolta con megafono, 3 giorni a settimana di villaggio in villaggio.

“Stiamo intervenendo perché le persone con disabilità possano avere le informazioni che necessitano ed assumano comportamenti adeguati nella lotta alla pandemia”. Francesco Giulietti, rappresentante Paese di CBM in Etiopia, ci ha aggiornato sulla situazione in Etiopia, dall’ufficio di Addis Abeba. Ascolta la sua testimonianza

Kenya

Ultimo aggiornamento: 15/05

Stanno riprendendo le chirurgie con i membri essenziali dello staff medico.

Niger

Ultimo aggiornamento: 30/04

Abbiamo rimodulato le nostre attività e siamo distribuendo alle persone con disabilità, ai centri di vendita prodotti, ai centri di trasformazione, a pozzi comunitari e ai partner kit d’igiene composti da dispositivi di lavaggio mani, sapone, candeggina e mascherine; stiamo dotando le famiglie di persone con disabilità, i responsabili dei centri di vendita e trasformazione di prodotti e agenti di pozzi comunitari di kit di viveri (riso e miglio); stiamo lavorando alla diffusione di messaggi radiofonici in 3 radio comunitarie.

Rwanda

Ultimo aggiornamento: 08/05

Da quando ha avuto inizio la fase 2 in Rwanda, l’Ospedale Kabgayi ha potuto aumentare il numero massimo di pazienti da ricevere ogni giorno, passando da 40 a 80.

Sud Sudan

Ultimo aggiornamento: 15/05

Confermati i primi casi all’interno del campo rifugiati di Juba.

Aggiornamento: 08/05

Sono state approvate dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo nuove attività in risposta a COVID-19:

  1. Acquisto materiale igienico per contrasto COVID-19, per pazienti e staff dei tre ospedali a Juba, Torit e Lui;  
  2. Sono già in corso le attività di sensibilizzazione con materiale informativo;  
  3. Allestimento di un’area di attesa del centro BEC per rispettare le norme di distanziamento sociale ed evitare la diffusione del virus;  
  4. Sono stati realizzati punti per il lavaggio delle mani all’interno della clinica BEC;
  5. Acquistati dispositivi di protezione personale e distribuiti allo staff BEC.

Tanzania

Ultimo aggiornamento: 10/04

Il Ministero della Salute ha dichiarato che è iniziato il contagio a livello nazionale e presto inizierà la fase di contagio a livello comunitario, che sarà molto complesso da tracciare e sarà molto più rapido.

CBM Tanzania è parte di due task force nazionali per supportare le persone con disabilità nel Paese. 

In una pandemia le persone con disabilità sono tra le più vulnerabili, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito, dove risiede l’80% delle persone con disabilità e la capacità di rispondere a COVID-19 è limitata. Questo perché non sono in grado di auto-proteggersi pienamente, osservare le misure igieniche necessarie o si trovano in ambienti inappropriati.

Uganda

Ultimo aggiornamento: 16/04

Le persone con disabilità hanno, in condizioni di normalità, limitato accesso alle cure. Ora, con il lockdown e l’impossibilità di muoversi (sospeso il servizio di trasporto pubblico), non possono ricevere i trattamenti necessari.

“Il panico fomenta la discriminazione e l’emarginazione” ci ha raccontato Davide Naggi, CEO dell’ospedale ortopedico CoRSU, che sosteniamo in Uganda.

Da fine febbraio, all’ospedale ortopedico CoRSU abbiamo sviluppato un piano di risposta, con attività specifiche per fasi a seconda della progressione dell’epidemia in Africa, nella regione, nel Paese e all’ospedale.

Nella struttura, ad oggi, si effettuano solo visite d’emergenza e ci sono solo pazienti che non possono tornare a casa. Non è chiaro il “comportamento” del virus sui macchinari o che tipo di sterilizzazione si debba effettuare. Il CoRSU sta cercando dei modi per continuare ad operare con sistemi di anestesia non invasiva, per evitare i rischi di contagio.

Se la situazione dovesse degenerare, il governo dovrà chiedere supporto ad altre strutture oltre a quelle già identificate. Il CoRSU potrebbe mettere a disposizione il reparto settico, riconvertendolo per il trattamento intermedio dei pazienti COVID (al momento della costruzione, era stato predisposta fornitura di ossigeno per ogni letto).

Il rischio è che in genere quando un reparto viene convertito per ospitare i pazienti durante le epidemie, quel reparto poi viene chiuso e l’equipaggiamento distrutto.

Asia

Ultimo aggiornamento: 30/04

Aumento dei casi nella regione con un picco dell’India che supera i 35.000 contagiati. Imposto il lockdown, con chiusura delle scuole, divieto di assembramenti, chiusura delle frontiere; coloro tornati dall’estero o residenti in zone a rischio devono auto-isolarsi per due settimane. Sospesi i trasporti pubblici. 

India

Ultimo aggiornamento: 15/05

Si è verificata la seconda ondata migratoria interna, dalle zone urbane a quelle extraurbane.

Ospedale Dr Shroff’s Charity: servizi sono aperti, con visite ambulatoriali di 60 pazienti al giorno.

Eseguite 5/6 operazioni di cataratta al giorno, la previsione è di aumentare nei prossimi giorni.

Christian Medical College: nel dipartimento di oftalmologia vengono effettuate le chirurgie oftalmiche d’emegrenza. 

Aggiornamento: 08/05

Christian Medical College: è stato installato un reparto con letti per accogliere pazienti COVID-19. Nel frattempo, una tenda è stata installata come sala di attesa all’esterno dell’ospedale per i pazienti che si presentano all’ospedale per screening visivi.

Bethany Society: approvata rimodulazione per attività COVID-19.  

  • Saranno distribuiti kit igienici (mascherine, guanti, gel disinfettante) a operatori sanitari, membri staff della polizia, volontari; 
  • Saranno installati punti di lavaggio mani nelle aree di aggregazione;  
  • Saranno distribuiti kit di nutrizione (riso, legumi, verdure) alle persone più vulnerabili; 
  • Sarà distribuito materiale informativo ai membri della comunità; 
  • Saranno acquistati concentratori di ossigeno e donati all’ospedale del distretto.

Aggiornamento: 05/05

Abbiamo iniziato uno studio di ricerca sull’impatto COVID-19 sulle persone con disabilità, insieme alla Public Health Foundation of India.

In data 24/4 abbiamo tenuto un webinar sull’educazione inclusiva durante il lockdown.

Aggiornamento: 30/04

L’ospedale Dr. Shroff Charity Hospital in India, nella struttura di Saharanpur, sta ospitando casi positivi a COVID-19 e ha sviluppato linee guida sull’utilizzo dei materiali igienici di protezione per lo staff.  Ha anche supportato il “truckers programme”, distribuendo mascherine e kit igienici ai trasportatori (guidatori di automezzi)., con il supporto della polizia di New Delhi, raggiungendo 5.000 conducenti. 

Nel contesto del progetto Bethany Society (scuola inclusiva), il partner sta contattando telefonicamente i genitori per istruire su tecniche di insegnamento base per i bambini. Le lezioni sono ricominciate, su Zoom e WhatsApp.

Nei Paesi in via di sviluppo, non tutti possono accedere alle informazioni sulle corrette pratiche igieniche per prevenire il contagio da COVID-19.

Questo aumenta esponenzialmente il rischio di contrarre il virus.
Le persone più esposte sono gli abitanti dei villaggi rurali, in cui i messaggi non sempre arrivano, o le persone con disabilità, perché le comunicazioni non sempre sono accessibili.

Nepal

Ultimo aggiornamento: 05/05

Stiamo supportando la revisione delle linee guida governative sulla valutazione della quarantena per considerare fattori di inclusione.

Aggiornamento: 30/04

L’informazione è il primo passo per la prevenzione.

In Nepal abbiamo supportato la Federazione Nazionale delle persone con Disabilità in Nepal (NFDN) per diffondere e rendere #accessibili le linee guida per contenere il contagio COVID-19.

Lo spot, trasmesso sul canale televisivo nazionale, è stato realizzato in lingua nepalese e lingua dei segni nepalese.

Stiamo supportando la revisione delle Linee Guida Governative per Assessment quarantena al fine di considerare fattori di inclusione.

Vietnam

Ultimo aggiornamento: 15/05

School for the Blind: la scuola ha riaperto, le attività che non prevedono assembramenti riprenderanno.

Aggiornamento: 08/05

School for the Blind: con la riapertura delle scuole, il progetto riprenderà alcune attività.

Aggiornamento: 15/04

Progetto School for the Blind: la scuola attualmente è chiusa, ma gli insegnanti continuano a provvedere al supporto educativo dei bambini via telefono e, nei casi in cui è possibile, anche online.

America Latina

Ultimo aggiornamento: 30/04

Continuano le attività ROP sia in Bolivia che Guatemala rivolte ai casi più gravi.

A seguito della chiusura del centro di Fundasil, legato al nostro progetto di ipovisione, alcune terapie, dove possibile, sono realizzate “in remoto” attraverso WhatsApp.

Bolivia

Ultimo aggiornamento: 14/04

Dall’inizio dell’emergenza COVID, insieme al Ministero della Giustizia e alla rete Inderbo,  abbiamo realizzato 12 jingle in spagnolo, quecha e aymara sulle misure da adottare per evitare il contagio del virus. I jingle sono diffusi attraverso canali radio, email e WhatsApp con particolare attenzione alle aree rurali.

Guatemala

Ultimo aggiornamento: 30/04

Il nostro partner Visualiza, si sta dotando dei dispositivi medici sanitari necessari per affrontare la crisi e ha creato dei fondi per garantire la presenza dei medici nel suo centro e l’accesso ai suoi pazienti.

Paraguay

Ultimo aggiornamento: 30/04

La clinica Fundación Vision, partner di CBM, è l’unico centro di risposta alle emergenze visive all’interno dell’intero Paese. Sotto indicazione del Ministero della Salute, è diventato la struttura di riferimento per il trattamento delle emergenze.

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