Emergenza Kenya e Niger
13 aprile 2017

Emergenza fame: il nostro impegno in Kenya e in Niger

Sono 30 milioni le persone che in Africa rischiano la vita a causa della peggiore carestia degli ultimi 30 anni. 1 milione e mezzo di loro sono bambini.

Raccolti distrutti, bestiame decimato, ma soprattutto bambini, adulti e anziani che soffrono la sete e la fame, si ammalano e muoiono.

 

Noi di CBM abbiamo deciso di intervenire in Kenya e in Niger, dove non c’è acqua, non c’è cibo, la popolazione rurale che vive di agricoltura e pastorizia non ha più nulla.

 

Qui, in collaborazione con la Croce Rossa, stiamo intervenendo attraverso la distribuzione di cibo, acqua, sementi, bestiame e la riabilitazione dei sistemi idrici e di approvvigionamento dell’acqua.

 

Il nostro aiuto in particolare è rivolto alle persone con disabilità, tra le più vulnerabili.

Nelle emergenze infatti il tasso di mortalità delle persone cieche e con disabilità è doppio rispetto alle altre.

Chi non vede, non sente o non può camminare è ancora più povero perché raramente ha un lavoro. Il suo corpo è già debole. Raggiungere i luoghi dove si distribuisce cibo è ancora più difficile, spesso impossibile.

 

Inoltre, la malnutrizione è causa di disabilità per 1 bambino su 5.

Perché i bambini, debilitati dalla mancanza di acqua e cibo, rischiano più facilmente di ammalarsi di dissenteria, polmonite, colera e morbillo. 

 

 

Una corsa contro il tempo, alla quale non possiamo essere indifferenti.

 

 

Nelle foto: distribuzione di kit alimentari in Kenya, nelle zone colpite dalla carestia.

Credit: ©KRCS