Emergenza Uragano Haiti
16 febbraio 2017

Nelle emergenze c’è chi rischia di più

Il 2016 è stato un anno molto impegnativo. Abbiamo dovuto far fronte a tre grandi emergenze.

 

A gennaio l’Etiopia è stata colpita dalla peggior carestia degli ultimi 30 anni. Il fenomeno climatico El Niño aveva distrutto i raccolti, decimato il bestiame, desertificato il terreno e stava per ridurre alla fame milioni di persone. Assieme all’organizzazione ORDA, il nostro partner locale, non abbiamo mai smesso di assicurare il nostro aiuto ai bambini, alle mamme, ai papà e agli anziani ciechi e con disabilità.

Stiamo distribuendo sementi e capi di bestiame a 3.500 famiglie di persone con disabilità e cibo a 22.000 bambini in 45 scuole.

 

Il 16 aprile in Ecuador un sisma violentissimo ha letteralmente devastato città e villaggi, colpendo migliaia di famiglie poverissime. Ci siamo subito attivati per prestare i primi soccorsi alle persone con disabilità che rischiavano di rimanere sole, di non ricevere alcun aiuto. Alle vittime del terremoto abbiamo garantito anche un’assistenza psicologica perché si è trattato di un trauma senza precedenti, soprattutto per i bambini.

Stiamo assicurando un riparo, acqua e cibo a 100 famiglie, fornendo assistenza medica a 340 persone, distribuendo ausili motori alle persone con disabilità e garantendo sostegno psicologico a 300 persone.

 

Il 4 ottobre Haiti è stata colpita dal terribile uragano Matthew che, con le sue piogge torrenziali e raffiche di vento violentissime, ha messo in ginocchio l’isola e la sua gente, lasciando dietro di sé morte e devastazione.

Grazie all’aiuto immediato e generoso dei nostri sostenitori fino a oggi abbiamo identificato e portato aiuto a oltre 3.000 persone con disabilità nelle comunità di Jeremie e Les Cayes, affinché possano provvedere al proprio sostentamento, donando loro sementi per coltivare i campi e piccoli animali da cortile. Abbiamo creato anche dei gruppi di supporto psicologico affinchè la popolazione colpita dall’uragano possa tornare al più presto alla normalità. 

 

I destinatari del nostro aiuto sono innanzitutto i bambini, gli adulti e gli anziani ciechi e con disabilità, i più vulnerabili durante le emergenze. Ci assicuriamo che vengano inclusi negli aiuti umanitari, che ricevano soccorsi, beni di prima necessità, cure mediche e il sostegno psicologico di cui hanno bisogno.

 

Perché tra le persone con disabilità, durante le emergenze, il tasso di mortalità è doppio rispetto al resto della popolazione.

 

 

STORIA DI RENEE

 

«Mi chiamo Renée, vivo ad Haiti. Qui, dove ora ci sono solo macerie, prima c’era la mia casa>>. Prima di perdere la vista all’età di 50 anni a causa del glaucoma, Renée lavorava come contadino. Non ha parenti stretti ed è sempre vissuto da solo, con l’aiuto dei vicini di casa.

Renée oggi ha 66 anni ed era a casa da solo, appena fuori Torbeck, quando l’uragano Matthew si è scatenato. Sapeva che un uragano era in arrivo, ma non sapeva molto altro. «E’ arrivato e ha distrutto tutto>> racconta. Quando i vicini l’hanno chiamato per mettersi in salvo, non ha abbandonato subito la sua casa, non voleva lasciare l’unica cosa a lui familiare. «Poi il tetto è volato via e la casa ha iniziato a crollare. I miei vicini sono tornati e mi hanno costretto ad andare con loro. Grazie al loro aiuto mi sono salvato>>.

Renée è grato di essere vivo, ma si sente perso senza la sua casa e le sue cose.

Renée è una delle oltre 2.000 persone cieche e con disabilità che CBM sta aiutando, affinchè possano ritornare a vivere.

Ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il 15% della popolazione globale convive con una disabilità. Nelle situazioni di emergenza le persone con disabilità sono tra le più duramente colpite. La distruzione da un giorno all’altro delle reti di sostegno, la perdita o la compromissione dei propri dispositivi di assistenza, così come le maggiori difficoltà nel reperire beni di prima necessità o nell’accedere ai rifugi fanno sì che per essi i disagi aumentino vertiginosamente. Allo stesso tempo, le conseguenze dell’emergenza possono far aumentare il numero delle persone che sperimentano la disabilità stessa, sia essa condizione temporanea o a lungo termine.