retinopatia del prematuro
31 ottobre 2019

Anche in Bolivia il cambiamento è iniziato

Il lavoro di squadra che sta salvando dalla cecità i neonati prematuri: la testimonianza dal campo di Eleonora

 

Eleonora, responsabile dei progetti in America Latina di CBM, è appena tornata dalla Bolivia, dove ha vissuto la missione più importante da quando lavora in CBM. Qui ha incontrato le mamme e i papà dei bimbi nati prematuri, i medici e gli infermieri del reparto di neonatologia dell’Hospital Materno Infantil German Urquidi di Cochabamba. Ha visto con i propri occhi lo straordinario impatto del nostro progetto di prevenzione e cura della ROP (Retinopatia del prematuro) e ci racconta la sua testimonianza con il video qui sopra.

Ora che hai attraversato le corsie dell’ospedale di Cochabamba e hai visto con i tuoi occhi quanti bambini piccoli e fragili hanno bisogno di aiuto, unisciti a noi per salvarli dal buio della cecità. Dona ora

La malattia dei più fragili: la retinopatia del prematuro.

La ROP è la prima causa di cecità neonatale al mondo. Ogni anno sono a rischio oltre 15 milioni di neonati prematuri. I Paesi più colpiti sono quelli a medio reddito, come nel caso dell’America Latina, dove CBM è attiva dal 2014 con progetti di prevenzione e cura della ROP.

ROP: cos’è e chi colpisce

La ROP (Retinopatia del prematuro) è una patologia della retina che può colpire i bambini prematuri. È la prima causa di cecità neonatale al mondo.

Questa patologia è causata, nella maggior parte dei casi, dall’esposizione all’ossigeno dell’incubatrice: i nati prematuri non hanno la capacità di auto-regolare i vasi sanguigni presenti nell’occhio. Questo provoca la formazione di vasi in eccesso che, se non bloccati in tempo, “spaccano” la retina e ne causano il distacco.

 

I principali fattori di rischio sono la prematurità, il basso peso alla nascita o i “traumi” subiti nelle prime settimane di vita del bambino (apnea, trasfusioni, infezioni,…). Per questo sono particolarmente a rischio i bambini iper-prematuri: nati sotto le 25 settimane o con un peso inferiore a 1.250 g.

A causa della complessità della malattia e degli alti rischi, nel trattare pazienti così piccoli, nel mondo solo lo 0,5% degli oculisti si occupa di ROP.

Le fasi della malattia

La retinopatia del prematuro non ha un’insorgenza o un decorso prevedibili: può manifestarsi nelle prime settimane di vita o insorgere nei mesi successivi, può risolversi spontaneamente, o può evolvere nello stadio più avanzato e pericoloso. È necessario visitare periodicamente i bambini a rischio, attraverso l’esame del fondo oculare. Solo così si possono identificare anche i più piccoli mutamenti della retina e intervenire in tempo.

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Se la malattia evolve spontaneamente allo stadio critico, si deve effettuare il trattamento laser entro 48 ore. In caso contrario si dovrà ricorrere alla chirurgia, aumentando considerevolmente le probabilità di insuccesso dell’intervento e condannando quindi il bambino alla cecità.

Tutto il reparto deve essere preparato e coordinato per poter intervenire in tempo.

Come si cura

Se individuata in tempo, la retinopatia del prematuro può essere trattata con il laser, per “bruciare” la retina periferica non matura e bloccare la proliferazione dei vasi, oppure iniettando un farmaco che inibisce la crescita dei vasi stessi.

L’impegno di CBM

Dal 2014 siamo presenti in America Latina per prevenire e curare la ROP.

In questi anni abbiamo sviluppato un modello d’intervento particolarmente efficace, che stiamo portando avanti in tutti i progetti.

A Cali, in Colombia, questo ci ha permesso di ottenere un grande risultato: la ROP è diminuita, passando dal 18% all’1.7%Quest’anno abbiamo esteso il nostro intervento anche in Paraguay, Bolivia e Guatemala.

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Gli obiettivi sono: 

  • Aumentare il numero dei neonati prematuri visitati
  • Formare medici e infermieri locali nelle unità neonatali degli ospedali
  • Creare un modello di trattamento per la corretta gestione della ROP: prevenzione, diagnosi, trattamento, follow-up, referral tempestivo e riabilitazione
  • Equipaggiare le unità neonatali con gli strumenti necessari per la prevenzione, diagnosi e cura della ROP
  • Garantire le cure anche ai neonati che provengono dalle famiglie meno abbienti
  • Sensibilizzare le famiglie dei bambini sull’importanza delle visite di controllo

 

Se vuoi essere parte di questo cambiamento c’è un posto per te, qui, al nostro fianco! Sostieni il lavoro di CBM. Dona ora