campi profughi, Sud Sudan
20 novembre 2016

In Sud Sudan le cliniche mobili di CBM portano cure oculistiche alla popolazione sfollata

Continua il lavoro delle cliniche mobili di CBM nei campi profughi del Sud Sudan, dove risiede gran parte della popolazione del Sud Sudan a causa degli incessanti conflitti che dilaniano il Paese.

 

In questa grave situazione CBM è al lavoro per portare aiuto alle persone più vulnerabili, soprattutto bambini e anziani, tra le quali c’è un grande bisogno di cure mediche oculistiche e scarsissime, se non nulle, possibilità di riceverle.

 

Si stima che siano 1,6 milioni gli sfollati interni costretti a fuggire e 200.000 persone intrappolate nei campi per sfollati in tutto il Paese.

 

La prima clinica mobile di CBM si è svolta nel campo profughi di Mahad, distante 5 km dalla clinica oculistica Buluk e abitato da popolazioni di etnia Dinka e Murle.

 

Lo staff della clinica Buluk, composto da 5 persone – tra cui un chirurgo, un tecnico e un optometrisa- ha potuto così offrire visite oculistiche a  135 persone, in prevalenza anziani e bambini, e distribuire medicinali.
Di queste, 12 persone sono state sottoposte a intervento chirurgico (9 per cataratta e 2 per trichiasi, lo stato avanzato del tracoma,1 per un’infezione); altri 15 pazienti  dovranno invece essere trasferiti nelle prossime settimane alla clinica Buluk dove verranno sottoposte ad accertamenti. Infine 13 persone hanno ricevuto gli occhiali da vista donati da CBM Italia.

 

Molti dei pazienti visitati sono affetti da malattie trascurate da troppo tempo e quindi non curabili, come cataratta e glaucoma; per altri invece le cure portate da CBM hanno significato la possibilità di sfuggire alla cecità, come per una bambina affetta da tracoma allo stadio avanzato, che è stata sottoposta immediatamente a cure che le hanno evitato di perdere la vista.

 

Nei giorni successivi le cliniche mobili di CBM si sono spostate nel campo profughi UN House, il più grande del Sud Sudan, dove risiedono 45.000 persone e non c’è alcun tipo di servizio oculistico. Qui l’attività di CBM e’ stata accolta con molto calore da parte delle comunità di profughi (in maggioranza di etnia Nuer e Shilluk) e dalle agenzie umanitarie, in quanto nessuno ad oggi copre i bisogni di salute oculistica delle persone che vivono all’interno del campo.

 

Le prime due giornate sono state dedicate allo screening dei pazienti, all’identificazione di quelli bisognosi di operazioni chirurgiche e alla somministrazione di farmaci; nei giorni successivi il team CBM sarà impegnato nelle operazioni chirurgiche.

L’attività delle nostre cliniche mobili ha un fortissimo valore per la popolazione che vive nei campi e ha riacceso le speranze soprattutto di molti anziani affetti da cataratta di tornare a vedere.

 

Nei due giorni il lavoro è stato incessante: sono state visitate circa 600 persone  e 60 di loro saranno operate nei prossimi giorni; 51 persone hanno ricevuto occhiali da vista.

 

Come ci ha raccontato Simone, il cooperante di CBM in Sud Sudan:

 

“In un campo, che è un luogo abitato da migliaia di persone, portare un servizio come quello delle nostre cliniche mobili è un importantissimo aiuto per tante persone che altrimenti non potrebbero ricevere cure oculistiche.

In questi primi due giorni il bilancio è stato molto positivo”.