Voci dal campo
1 ottobre 2019

Comfort Mussa: quando l’emozione resta

Comfort Mussa

Operatrice CBM Africa centrale e occidentale

Comfort Mussa è un’operatrice di CBM ed è referente sul campo per i progetti di Africa centrale e  occidentale.
Durante una clinica mobile organizzata in un villaggio remoto del Camerun ha incontrato il piccolo Tasha, un bimbo di 4 anni completamente cieco a causa della cataratta. A raccontarle la sua storia è stato il nonno che se ne occupa da solo quando i genitori lavorano. 

È una storia piena d’amore, sofferenza e speranza quella che ci racconta la nostra collega.

“Alla mia età… dovrei essere io quello che non vede nulla, non il mio nipotino.”

Mi racconta così, il nonno di Tasha, quando lo incontro per la prima volta.
Tiene il bimbo in braccio, stretto forte. Quasi a volerlo proteggere da tutto quello che non può vedere. Protezione, affetto, calore: come fa ogni nonno.

È con lui che Tasha passa le sue giornate quando mamma Vanisa è al lavoro nei campi e papà Sylvester è al fiume a pescare.

“Passa le sue giornate con me, che sono anziano. Non gioca, non corre, non impara. Io vorrei davvero poter cambiare i miei occhi con i suoi. Non è giusto che non veda nulla.”

Il mio sguardo passa dal volto di Tasha e quello del nonno, continuamente. Lui lo guarda con una tenerezza che mi riempie il cuore. È il punto di riferimento per quel nipotino a cui vorrebbe dare tutto: regalare la vista, il sorriso e il futuro. E invece lo sa avvolto nel buio. Ha poche speranze che la sua condizione cambi.

 

Il nonno mi racconta che non perde Tasha di vista un secondo e che gli sta insegnando ad usare la mani, come fossero degli occhi un po’ speciali, per renderlo pian piano un po’ più indipendente.

“Perché un giorno io non ci sarò più. Dovrà cavarsela senza di me.”

Vorrebbe proteggerlo da ogni pericolo, vorrebbe che da grande realizzasse i suoi sogni ma sa che, nelle sue condizioni, non sarà semplice.
Con lo sguardo commosso mi rivela che ogni mattina prega: perché l’unica cosa che può toglierlo da quel buio della cecità è un miracolo.

E mi viene da sorridere per l’emozione e sono contenta, contenta davvero. Perché io oggi sono qui per dirgli che i medici CBM possono aiutare Tasha e dargli la vista. Nelle mani dei nostri donatori, nonni di tanti altri bambini, in Italia, c’è il futuro del piccolo Tasha.
Possiamo, insieme, con una piccola operazione, ridargli la vista e cambiargli la vita.

I suoi occhi brillano: Confido molto, in ognuno di questi nonni lontani da me. Solo con il loro aiuto il mio Tasha, potrà vedere per la prima volta, il mondo. Grazie, davvero!”
È il regalo più bello che questo nonno potesse, forse, anche solo immaginare.