Varie
30 gennaio 2014

L’operazione di Laxmi

Laxmi si è lasciata alle spalle il timore e la timidezza del primo giorno. Ora ride e scherza con i suoi compagni di stanza e aspetta, con Budhi seduto accanto al suo letto, la chiamata per l’intervento.

Laxmi si è lasciata alle spalle il timore e la timidezza del primo giorno. Ora ride e scherza con i suoi compagni di stanza e aspetta, con Budhi seduto accanto al suo letto, la chiamata per l’intervento.

È arrivato il grande giorno. “Taglieranno la mia gamba?” chiede la bimba a suo padre con le lacrime che le scorrono sul viso “Sì, ma in poche settimane avrai una nuova bellissima gamba che sarà grande come l’altra e presto potrai camminare”. Laxmi annuisce e poco dopo arriva la barella che la porta in sala operatoria.

È incredibile vedere con che coraggio questa bambina affronta i minuti prima dell’intervento, mentre le mettono un panno verde sulla gamba, le fanno indossare una cuffia e le somministrano l’anestesia. Budhi invece, che sta aspettando in reparto, è molto nervoso e continua a camminare lungo le corsie “Sono abituato a lavorare tutto il giorno, non sono capace di stare fermo, tutta questa attesa mi snerva, ma ho grande fiducia nel dottor Turan e in tutti i medici. Sono certo che andrà tutto per il meglio”.

Passano un paio d’ore e Laxmi si risveglia nel suo letto d’ospedale con Budhi che le tiene la mano. L’operazione è riuscita perfettamente, il dottor Turan è molto soddisfatto, ora bisogna solo tenere bendata la ferita, controllare che si rimargini e guarisca. Il giorno seguente alcuni medici visitano Laxmi per accertarsi delle sue condizioni: tutto procede come previsto, ma le somministrano degli antidolorifici per alleviare il dolore.

Tra i dottori c’è anche la fisioterapista Soluchana, tutti i bambini la chiamano Didi, che in nepalese significa “sorella maggiore”: è lei ad avvisare Budhi che presto dovrà recarsi insieme a Laxmi nel reparto di fisioterapia per ricevere un tutore.

LA FISIOTERAPIA

Dopo qualche giorno, Budhi e Laxmi vengono accolti nel reparto di fisioterapia, ed è proprio Soluchana a prendere le misure e preparare il tutore per la bambina. “Deve portarlo tutti i giorni, tranne la notte, per circa 8 settimane al fine di facilitare il posizionamento di una protesi adatta. Mi raccomando”.

Durante le settimane successive in ospedale Laxmi impara una serie di esercizi di potenziamento muscolare fondamentali per le cure post-operatorie e riceve un paio di stampelle. Nonostante il dolore della ferita che non si è ancora rimarginata del tutto, questa bambina è sempre in movimento, la sua tenacia e la sua voglia di essere autonoma sono stupefacenti.

Mentre Laxmi dorme dopo un’altra lunga giornata, Budhi ci dice con grande gioia “Sono contento che finalmente abbiamo potuto fare qualcosa per lei. Non un solo giorno è passato, durante gli ultimi nove anni, senza che io e sua madre Shantamaya ci preoccupassimo per il futuro di Laxmi. Non riesco a credere che ora la sua vita cambierà”.

Tutto questo è successo grazie a te, a tutte le Madrine e a tutti i Padrini CBM. Tu stai scrivendo una nuova grande storia di solidarietà per i bambini dimenticati del Sud del mondo. Parole come quelle di Budhi sono possibili anche grazie a te!