Nel dicembre scorso Catherine ha raggiunto il suo obiettivo: terminare per la prima volta una gara di triathlon, diventando la prima paratleta del Sud Africa a compiere quest’impresa.

Con il solo uso delle braccia ha percorso 1,1 km a nuoto, 41 km in bicicletta e di corsa: questa l’incredibile impresa di Catherine van Staden durante il Jailbreak Triathlon a Worcester, in Sudafrica.

 

Quando ha ricevuto il premio speciale dagli organizzatori, ha dovuto lottare per ricacciare indietro le lacrime, soprattutto leggendo l’emozione sul volto di suo padre Herman, pensando a cosa quella vittoria significhi per entrambi.

 

Ripensando a quel giorno, Catherine racconta: «È stata una giornata emozionante. Avevo cercato di portare a termine una gara di triathlon dal 2013 e mi è sembrato quasi irreale riuscirci finalmente. Durante la gara pensavo che nessuno si sarebbe accorto della mia impresa, invece quando ho tagliato il traguardo la folla mi ha accolto con un entusiasmo incredibile!». 

 

La storia di Catherine è uno straordinario esempio di come l’impegno e la volontà permettano di  raggiungere traguardi straordinari: Catherine ha 36 anni, lavora come responsabile amministrativo di CBM in Sud Africa e soffre di paralisi spastica ereditaria, una malattia degenerativa che ha colpito anche sua madre e sua zia. «Quando ero a scuola si potevano giù scorgere i primi segnali della mia malattia, camminavo zoppicando, eppure ho praticato ugualmente diversi sport, come baseball e hockey», dice Catherine, che per diversi anni ha camminato con le stampelle e dall’anno scorso utilizza una sedia a rotelle.Terminata la scuola ha abbandonato lo sport per 15 anni, fino a quando nel 2012 si è unita a CBM e questo le ha dato una nuova spinta a riprendere la sua attività sportiva.

 

«Sono entrata in un programma sportivo di nuoto nel 2013. Quando ho saputo che il triathlon sarà introdotto alle Paralimpiadi di Rio ho deciso di provare» racconta con semplicità.

Ora Catherine, dopo il traguardo di Jailbreak, si sta allenando per il Campionato del Sudafrica con rinnovata fiducia e ottimismo: «Ottenere un premio speciale e rendermi conto dell’entusiasmo delle persone mi ha fatto capire davvero quello che posso fare. E questo è solo l’inizio!»