In viaggio con CBM: il pianista Cesare Picco in India

“Con CBM ho visto un nuovo buio”

Cesare Picco, compositore e pianista, è ideatore del Blind Date, un originale concerto che accompagna il pubblico in un viaggio dalla luce al buio e nuovamente alla luce sulla linea dell’improvvisazione.

 

Le esibizioni di Cesare sono state tante, in ogni angolo del mondo, eppure il concerto ha assunto un significato nuovo e diverso dopo l’esperienza vissuta insieme ai bambini ciechi dell’India aiutati da CBM.

A Shillong, nella regione nord-orientale del Paese, Cesare ha visitato una scuola speciale, inclusiva, dove i bambini ciechi imparano a leggere e scrivere insieme a compagni di banco che non hanno alcun problema alla vista.

 

 

 

Il racconto dell’esperienza di Cesare in India

 

Come è stata accolta la tua musica dai bambini indiani?

 

La musica è un sentimento universale, unisce miliardi di persone appartenenti a culture e mondi diversi. In India ho suonato davanti a tantissimi bambini, attratti del suono evocativo del pianoforte.

Se penso che per molti di loro c’è la possibilità di passare dal buio alla luce, a esempio con un’operazione di cataratta, mi sembra incredibile. Con le mie note faccio vivere un’esperienza che metaforicamente vivono migliaia di persone curate dagli oculisti di CBM.

 

Cosa hai provato quando hai conosciuto i beneficiari di CBM?

 

In quei giorni ho provato sensazioni fortissime, che mi hanno cambiato per sempre. Ho conosciuto medici e operatori di CBM che ogni giorno lavorano per le persone che possono recuperare la vista, tornare a vedere. Tutti noi possiamo solo imparare da loro. Da musicista faccio quello che posso, se la mia musica può portare il pubblico in una dimensione vicina all’esperienza dei beneficiari di CBM, facendogli capire che cosa vuol dire non vedere e tornare alla luce, allora sono soddisfatto. Posso dire di aver raggiunto il mio obiettivo. I bambini che ho incontrato in India saranno sempre nei miei pensieri.

 

E per te quando inizia il buio?

 

Quando anche io, nel buio, decido di lasciarmi andare. E perdo ogni punto di riferimento sulla tastiera, non mi sento più legato a un accordo, a una tonalità, a una sequenza di note. Da allora in poi mi sento libero e tutto è affidato agli altri sensi.

 

Il Concerto al Buio è un’esibizione unica al mondo. Cosa lo rende così amato dal pubblico?

 

Chi viene al concerto vuol vivere e vedere il buio, anche se solo per mezz’ora. Vuole assaporare il momento in cui si ritrova solo con se stesso, nell’oscurità totale. Ma credo che il punto di forza del concerto sia vivere tutti insieme il ritorno alla luce, che diventa una sorta di rinascita per tutti i partecipanti.

 

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