Il film-documentario di CBM Italia “Un albero indiano” diventa ponte di inclusione tra le montagne del Meghalaya e quelle di Val Vigezzo.

 <<Se non ci fossero colori diversi, non esisterebbe l’arcobaleno>>

Asia, Parrocchia S. Silvestro, Druogno (VB)

 

 

Succede a Druogno, un piccolo comune piemontese di nemmeno mille abitanti ai confini con la Svizzera.

 

Giovanna, sostenitrice di CBM Italia da qualche anno, decide di mettere insieme la passione di catechista nell’educare i bambini che si preparano a ricevere i Sacramenti e l’impegno al fianco di CBM per le persone con disabilità che vivono nei Paesi più poveri del mondo.

 

In un pomeriggio di dicembre Giovanna prepara per la sua classe una lezione un po’ speciale: farà vedere ai bambini il film documentario di CBM Italia “Un albero indiano”, che racconta di altri bambini di un Paese lontano, uno Stato poverissimo dell’India, il Meghalaya che in hindi significa <<dimora delle nuvole>>.

 

La reazione è inaspettata e sorprendente: alla fine della proiezione, dopo circa quaranta minuti, i bambini si ritrovano tutti d’accordo nel voler ‘fare’ qualcosa per dimostrare quanto si sentano vicini ai loro coetanei di Shillong, capitale del Meghalaya. Prendono, quindi, pastelli e fogli e iniziano a disegnare il mondo che hanno appena scoperto.

 

La maggior parte dei piccoli artisti ritrae Felice: in aula mentre insegna agli altri bambini a modellare la creta, mentre si carica sulle spalle Lumlang, durante il viaggio in auto per andare a trovare la famiglia di Takisha, nel cortile della scuola dove vengono istallati i due alberi di creta di misure diverse.

Quasi tutti accompagnano il disegno con un pensiero, una riflessione sul film, sui personaggi, sulla storia, spinti dal bisogno di lasciare un messaggio che gli altri possano cogliere, di comunicare quello che hanno visto e imparato, di raccontarlo.

 

Una volta raccolti tutti i disegni, i bambini hanno espresso il desiderio che questi fossero inviati alla Bethany School come testimonianza di un legame forte anche se nato a distanza.

 

Piccole iniziative come queste dimostrano ancora una volta che perché una società diventi inclusiva è necessario partire dall’educazione delle nuove generazioni, dai piccoli studenti spontaneamente aperti alle differenze, alla solidarietà, al sostegno, alla collaborazione.

 

CBM si impegna a diffondere questo insegnamento, attraverso le voci dei bambini e degli adulti che li accompagneranno.

 

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