«Quando corri per la vittoria quel che ti resta è un bel ricordo.

Stavolta non si tratta di una gara.

O meglio, l’unica gara è con la solidarietà e alla fine la medaglia rimarrà stampata nel nostro cuore».

Di gare e maratone nella sua vita ne ha fatte tante, ma ora a 62 anni, Tullio Frau, podista non vedente di origini sarde, ha deciso che correre per se stesso non gli basta più: vuole farlo per gli altri, per i bambini che vivono nei Paesi più poveri del Mondo.

 

Per questo ha ideato l’iniziativa «Correre insieme per guardare lontano», una maratona di solidarietà che ha il generoso obiettivo di raccogliere fondi per sostenere due scuole che ospitano bambini con disabilità: una scuola per bambini non vedenti a Zanzibar e la Bethany School a Meghalaya, in India, sostenuta da CBM Italia Onlus, dove bambini ciechi, sordociechi e senza disabilità studiano insieme.

 

«Ho cominciato a correre circa otto anni fa, per problemi di salute; mi è piaciuto e da allora non mi sono più fermato. Ho corso in giro per il mondo, dal deserto del Sahara all’isola di Zanzibar.

Ho vinto alcune medaglie della mia categoria, anche se i maratoneti non vedenti sono pochissimi, perché correre in giro per il mondo significa percorrere sentieri accidentati, non sempre asfaltati, e per chi non vede questo può rappresentare un problema.

Senza contare che è anche difficile trovare delle guide. Non è il mio caso, ho tanti amici che fanno a gara per accompagnarmi nelle mie imprese.

Per questo mi è venuta l’idea di correre per qualcun altro, per i bambini non vedenti che vivono nei Paesi più poveri. Spesso questi bambini non hanno la possibilità di studiare e, quando riescono, hanno bisogno di tutto: libri, materiali educativi speciali… Il futuro di un bambino che non studia è chiedere l’elemosina, mentre un bambino che studia può costruirsi un futuro».

 

La maratona di Tullio è partita simbolicamente da Pordenone, dove si sono radunati tutti coloro che hanno voluto sostenere questa iniziativa benefica: adulti, bambini, sportivi e non.

L’inizio ufficiale è stato il 13 maggio scorso e si concluderà a Roma il 20 maggio con l’udienza da Papa Francesco, al quale Tullio porterà il suo messaggio di pace e solidarietà.

 

In quest’impresa Tullio correrà insieme a Raffaele Brattoli, maratoneta estremo che sarà la sua guida, Giampaolo Tonini (maratoneta ipovedente) e Alessio Bonanini (trail runner).

 

Per raggiungere la meta finale percorreranno circa 70 chilometri al giorno. Durante il viaggio di 429 chilometri lungo la via Francigena, chiunque vorrà potrà unirsi correndo o camminando, per un tratto breve o lungo a questi straordinari atleti.