Sorridere alla vita

Intervista a Simona Atzori

«Il sogno di questo momento è di costruire delle occasioni e dei percorsi per conoscere altre persone, crescere insieme e aiutarci a vicenda ad affrontare le sfide della vita. La cosa più bella è condividere!»

Simona Atzori è una bravissima artista. È nata senza le braccia, ma questo non le ha impedito di inseguire con tenacia e passione i suoi sogni. Esprime sé stessa nella pittura e nella danza. Le sue parole e la sua stessa vita sono un messaggio di speranza e un incoraggiamento a puntare sulle qualità che abbiamo piuttosto che ripiegarci sui nostri limiti.

 

Tra le tante cose che fai, quale ti dà più soddisfazione?

Difficile rispondere! Tutte le cose che faccio rappresentano in qualche modo una parte di me. La pittura è una sorta di dialogo con la mia parte più profonda. Quando sono davanti al foglio bianco, o alla tela, è un po’ come se mi guardassi allo specchio. Lì riverso le mie emozioni. Infatti dipingo quando sono un po’ giù, per permettere a ciò che ho imprigionato dentro di uscire fuori.

 

Che cosa ti piace di più dipingere?Simona Atzori, la ballerina e pittrice senza braccia che dipinge con i piedi.

Mi piacciono molto i ritratti. Ne ho fatto uno anche al Papa. Dopo che ho ritratto una persona, allora mi sembra di conoscerla davvero. In particolare mi soffermo sul volto ovviamente, che rivela l’anima, e sulle mani, che per me sono molto importanti.

 

Che cosa provi quando danzi?

Anche la danza è qualcosa che c’entra con il mio intimo perché attraverso il mio corpo esprimo qualcosa di me, che però rimane in un certo senso anche segreto. Grazie alla pittura, l’emozione rimane intrappolata sulla tela mentre un movimento di danza scappa subito via. I passi e le figure si ripetono eppure ogni volta io li vivo nel presente, proprio in quel momento. Sono sempre nuova!

 

E quando scrivi? Hai pubblicato anche dei libri…

Quando scrivo devo essere precisa, scegliere con cura le parole per raccontarmi bene. È, ancora una volta, uno strumento per esprimermi. Uno solo non mi basta.

 

Qual è il complimento più bello che ti hanno fatto?

Non ne ricordo uno in particolare, però mi fa molto piacere quando le persone colgono e apprezzano la mia ironia e allegria. Io vorrei tanto che il mio biglietto da visita fosse il mio sorriso! Quando sono sul palco è abbastanza facile mostrarmi sorridente. Nelle situazioni più quotidiane invece, per esempio per strada quando mi sento addosso gli sguardi di chi pensa che io non ho proprio motivo per essere contenta, a volte uso il sorriso proprio come un mezzo per comunicare la mia gioia di vivere e la mia disponibilità ad accogliere le persone, a condividere un pezzetto di vita con loro.

 

Che cosa ci dici della tua famiglia?

Ho una sorella più grande, con cui vado molto d’accordo. È lei che, quando eravamo bambine, mi ha “contagiato” con la passione per la danza. Avevo un legame particolare con mia mamma, una donna forte e allegra, che non a parole ma con i fatti mi ha lasciato in eredità il suo amore per la vita. Me ne ha dato l’esempio anche durante gli ultimi giorni della sua malattia. Mio mamma e mio papà mi hanno subito accolta come un dono speciale e mi hanno guidato e aiutato a diventare quello che sono.

 

Hai ancora un sogno nel cassetto?

Ne ho tanti! La mia vita è stata tutta dedicata a realizzare sogni. Il sogno di questo momento è di costruire delle occasioni e dei percorsi per conoscere altre persone, crescere insieme e aiutarci a vicenda ad affrontare le sfide della vita. La cosa più bella è condividere!