Salva la vista e la vita dei bambini con il tumore all’occhio

Nei Paesi più poveri il tumore all’occhio è mortale per 4 bambini colpiti su 10. La maggior parte di loro ha meno di 3 anni. Con interventi coordinati e tempestivi possiamo salvare loro la vista e la vita, come abbiamo fatto con Dot. Dona ora e aiutaci a raggiungere sempre più bambini e bambine come lei.

Nei Paesi più poveri il tumore all’occhio è mortale per 4 bambini colpiti su 10. La maggior parte di loro ha meno di 3 anni. Con interventi coordinati e tempestivi possiamo salvare loro la vista e la vita, come abbiamo fatto con Dot. Dona ora e aiutaci a raggiungere sempre più bambini e bambine come lei.

La storia di Dot

Dot è una bimba sud sudanese di 9 anni, da poco operata per il tumore all’occhio. L’intervento e i successivi trattamenti le hanno salvato la vita, ma poteva andare diversamente. Ce lo racconta il papà di Dot.

Mi trovavo a Juba – la capitale del Sud Sudan – per studiare. Un giorno mi chiama mia moglie e dice che Dot ha un problema all’occhio. Lo ripete: un problema all’occhio, un problema all’occhio.

Papà di Dot

Gli anziani della comunità suggeriscono dei rimedi a base di erbe, ma si rivelano inefficaci. Il papà decide così di portarla al BEC, il centro oculistico che sosteniamo proprio a Juba. Le viene diagnosticato il retinoblastoma: il tumore all’occhio.

Il retinoblastoma è un tumore all’occhio raro e molto aggressivo nei bambini più piccoli: può portare alla perdita della vista, alla perdita degli occhi e può essere mortale.

Nei Paesi ad alto reddito, dove è possibile una diagnosi precoce, il 96% dei bambini colpiti riesce a sopravvivere. Nelle aree più povere del mondo, dove le strutture specializzate sono insufficienti, solo 6 bambini su 10 sopravvivono.

Il trasferimento al Ruharo e l’operazione

Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi. Dot è stata accompagnata immediatamente in Uganda, all’ospedale Ruharo dove sosteniamo un programma di prevenzione e cura del retinoblastoma. I medici le hanno rimosso l’occhio sinistro perché il tumore aveva iniziato a diffondersi e hanno proseguito con i trattamenti. La bimba ha trascorsi i successivi sei mesi in ospedale per proseguire con le cure. È salva.

Per il tempo in cui sono rimasto al Ruharo ho visto così tanti bambini venire salvati. Sono davvero grato a CBM.

Aggiunge il papà di Dot che conclude così la sua testimonianza, guardando verso la figlia:

È viva. Un occhio solo non può uccidere. E avere un occhio solo non vuol dire essere finiti.

Ti abbiamo già raccontato la storia di Dot perché è un chiaro esempio di quanto sia fondamentale intervenire il prima possibile per salvare la vita dei bambini.

Sostieni l’intervento in Uganda

Il Ruharo Mission Hospital, che sosteniamo in Uganda, è uno dei pochissimi centri dell’Africa orientale in grado di trattare il retinoblastoma. Abbiamo in cura pazienti provenienti da Uganda, Sud Sudan, Tanzania e Repubblica Democratica del Congo.

Con una donazione garantisci le cure ai bambini già in ospedale e a quelli che arriveranno nei prossimi anni e ci aiuti a:

  • Identificare, trattare e curare decine di bambini e bambini ogni anno
  • Organizzare attività di sensibilizzazione nelle comunità (le famiglie devono accompagnare i bimbi in ospedale ai primi sintomi).
  • Formare gli operatori sanitari per identificare precocemente 
  • Fornire protesi oculari ai bambini che hanno subito l’enucleazione (rimozione dell’occhio malato).
  • Offrire supporto psicologico ai familiari
  • Visitare periodicamente i pazienti dimessi dall’ospedale. 
  • Acquistare attrezzature essenziali per l’ipovisione.

Ecco alcuni esempi di quello che ci aiuterai a realizzare:

  • Con 35€ contribuisci agli screening oculari per identificare il retinoblastoma. 
  • Con 70€ sostieni le cure e visite per i pazienti che hanno beneficiato di terapie per la cura del retinoblastoma.
  • Con 125€ aiuti a fornire protesi a bambini con retinoblastoma che hanno subito l’enucleazione.

Dona ora e salva la vista e la vita dei bambini con il tumore all’occhio.

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