Tre donne dello staff medico del Sud Sudan raccontano il loro percorso professionale. Sono Graziella, Sarah S. e Sarah A. e sono alcune delle voci protagoniste del libro fotografico “Sud Sudan. Costruire insieme il futuro di un Paese”.

Un progetto per portare cure oculistiche ovunque
In Sud Sudan, lo Stato più giovane del mondo, CBM ha portato per la prima volta cure oculistiche, dalla capitale Juba fino ad altre zone del Paese. I medici, gli operatori, gli infermieri e tutto il personale ci hanno raccontano le loro storie nell’ambito del progetto oculistico “The Bright Sight” che negli ultimi 3 anni ha cambiato il futuro di molte persone.
Tre donne al servizio della loro comunità
Tra i 300 membri dello staff medico, sanitario e scolastico formati grazie al progetto ci sono Graziella Thomas, prima anestesista oftalmica pediatrica del Sud Sudan, e le infermiere oftalmiche Sarah Adua e Sarah Silas, che abbiamo incontrato nell’ultima missione sul campo.
L’incontro con la dottoressa Thomas avviene appena fuori dall’unità oculistica pediatrica. Nella sala d’attesa ci sono decine di bambini che attendono di essere visitati, in molti casi per la prima volta.

L’unità oculistica pediatrica, infatti, è la prima e unica di tutto il Sud Sudan, così come la dottoressa Thomas è la prima – e unica – anestesista oftalmica pediatrica del Paese.
«È un settore che non avevamo, in Sud Sudan. Come anestesisti siamo davvero in pochi, durante il mio periodo di formazione eravamo 15, forse 18. Io sono stata l’unica a specializzarmi in anestesia oftalmica pediatrica. Prima ero solo un’anestesista, oggi sono l’unica anestesista pediatrica del Sud Sudan».
Faccio parte di un ampio progetto e apprezzo enormemente l’impegno per aver reso questo centro (Buluk Eye Centre) un posto che funziona, per tutti. I servizi che offriamo qui cambiano la vita.
Dott.ssa Graziella Thomas, prima anestesista oftalmica pediatrica del Sud Sudan
I servizi offerti dal Buluk Eye Centre non sono erogati unicamente in ospedale, ma sono diffusi in tutto il territorio.
Dai villaggi ai campi profughi
Periodicamente sono organizzate giornate di visite oculistiche nei villaggi e nei campi profughi ed è fondamentale che il personale medico e sanitario sia adeguatamente formato. Come nel campo di Gorom, nei pressi di Juba, dove durante le outreach vengono visitate circa 200 persone al giorno, molte delle quali affette da tracoma, congiuntivite, allergie e traumi.
Racconta Sarah Silas, infermiera oftalmica che ha beneficiato di una borsa di studio nell’ambito del progetto “The Bright Sight”:
«Abbiamo ricevuto formazione non solo sull’assistenza. Abbiamo imparato a svolgere le operazioni minori, a identificare il tracoma e altre malattie, anche i tumori come il retinoblastoma. Le persone hanno bisogno di aiuto ma hanno paura a chiederlo. Dobbiamo supportare la nostra comunità».
Il Sud Sudan è uno dei Paesi più fragili al mondo: la popolazione convive con gli effetti devastanti di un conflitto prolungato, con un sistema sanitario estremamente debole, risorse umane insufficienti e infrastrutture carenti. In questo quadro, l’intervento promosso da CBM con il sostegno del Ministero della Cooperazione Internazionale, attraverso AICS, rappresenta una risposta importante concreta ai bisogni urgenti della popolazione più vulnerabile, in particolare i bambini e le persone con disabilità.
Io ora sono qualcuno che può aiutare. Servono altre persone come me, che possano studiare ciò che ho studiato io e dare il loro contributo. Perché è cruciale e salva le vite.
Il libro fotografico
La storia di Graziella, di Sarah e di molti altri medici e operatori sono raccontate nel libro “Sud Sudan. Costruire insieme il futuro di un Paese”, che raccoglie immagini e testimonianze raccolte durante le nostre missioni sul campo.
Il volume è consultabile gratuitamente sul nostro sito.
Chi desidera ricevere maggiori informazioni o richiederne una copia può chiamarci al tel. 0272093670.