Gruppo di donne sorridenti

Sulle basi di un dialogo costruttivo con le istituzioni e della sensibilizzazione, lavoriamo per affermare i diritti delle persone con disabilità e promuovere una società pienamente inclusiva in due ambiti principali:

  • dialoghiamo con le istituzioni italiane e con gli organismi internazionali per sostenere il protagonismo delle persone con disabilità e nelle politiche di cooperazione internazionale
  • sensibilizziamo e informiamo adulti e bambini rispetto ai diritti delle persone con disabilità in ogni luogo e ci confrontiamo con loro sui temi del rispetto della diversità

Ogni attività che promuoviamo trae fondamento e ispirazione dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009, e oggi legalmente vincolante per il nostro paese.

Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità

La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006.

Il 30 marzo dell’anno successivo, 82 Paesi, il più alto numero nella storia, firmano la Convenzione nello stesso giorno a New York. Tra questi anche l’Italia, che ratifica la Convenzione il 3 marzo 2009.

Nel 2020 sono 166 Paesi che hanno ratificato la Convenzione.

Il messaggio principale è che le persone con disabilità devono poter godere di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali, senza discriminazione di alcun tipo. La Convenzione promuove la piena partecipazione delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita.

Nella definizione data dalla Convenzione, il concetto di disabilità viene fondamentalmente rivoluzionato. La nuova prospettiva sposta l’attenzione dalla disabilità della persona ai fattori ambientali che ostacolano o facilitano la sua partecipazione e un equo godimento dei diritti umani. Sono le barriere che una persona con disabilità incontra a creare una condizione di disabilità: rimane quindi responsabilità e obbligo diretto degli Stati che hanno ratificato la Convenzione rimuovere tali barriere.

Attraverso la promozione di una percezione della disabilità positiva, e non passiva, dove le persone con disabilità sono protagoniste attive, la Convenzione mira ad abbattere pregiudizi e stereotipi di cui le persone con disabilità sono vittime.

Una curiosità: questa è la prima convenzione del XXI secolo, è quella che ha richiesto meno tempo per essere scritta (13 anni) ed è la prima alla cui stesura hanno partecipato per la prima volta le ONG e le Organizzazioni di persone con disabilità.

un'operatrice CBM tiene in braccio un neonato

Come CBM Italia siamo impegnati in particolare:

  • Articolo 11. Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie

Gli Stati Parti adottano, in conformità agli obblighi derivanti dal diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e le norme internazionali sui diritti umani, tutte le misure necessarie per garantire la protezione e la sicurezza delle persone con disabilità in situazioni di rischio, incluse le situazioni di conflitto armato, le emergenze umanitarie e le catastrofi naturali

  •  Articolo 32. Cooperazione internazionale

(a)  far sì che la cooperazione internazionale, compresi i programmi internazionali di sviluppo, includa le persone con disabilità e sia a loro accessibile

(b)  agevolare e sostenere lo sviluppo di competenze, anche attraverso lo scambio e la condivisione di informazioni, esperienze, programmi di formazione e buone prassi di riferimento

(c)  agevolare la cooperazione nella ricerca e nell’accesso alle conoscenze scientifiche e tecniche

(d)  fornire, ove del caso, assistenza tecnica ed economica, anche attraverso agevolazioni all’acquisto ed alla condivisione di tecnologie di accesso e di assistenza e operando trasferimenti di tecnologie

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile

Nel 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato ufficialmente a New York gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, che vanno a sostituire i precedenti Obiettivi del Millennio. 

Si tratta di una lista di 17 obiettivi che la comunità internazionale si impegna a realizzare entro il 2030: essi riprendono e ampliano gli Obiettivi del Millennio (come sradicamento della fame e della povertà, accesso all’istruzione primaria universale, riduzione della mortalità infantile), aggiungendo un’attenzione particolare ai temi ambientali.

Sono il risultato di un lungo processo che ha coinvolto Stati Membri dell’ONU, organizzazioni della società civile e accademici.

Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile impegnano tutti i paesi, Italia compresa, alla loro realizzazione, e chiamano tutti gli Stati a confrontarsi periodicamente in merito alla loro attuazione.

Il nostro impegno: l’attenzione per le persone con disabilità

un operatore sensibilizza una comunità

Nel mondo 1 persona su 7 vive con una disabilità (1 miliardo ossia 15% della popolazione mondiale).

Attraverso la rappresentanza presso le Nazioni Unite a New York, e in collaborazione con i network internazionali più autorevoli che si occupano di disabilità e cooperazione (IDDC e IDA), abbiamo contribuito, nel percorso di formulazione dell’Agenda 2030, a dare evidenza, all’interno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ai diritti delle persone con disabilità. 

L’Agenda 2030, infatti, è oggi fortemente improntata all’inclusione delle persone in situazioni di vulnerabilità, al cui interno viene sempre fatto riferimento alle persone con disabilità.

Non solo: siamo impegnati, insieme ai network internazionali, affinché i dati raccolti per il monitoraggio del raggiungimento degli Obiettivi tengano conto e riportino le categorie di disabilità, genere ed età. 

In Italia lavoriamo per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile insieme ad ASviS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile:  e collaboriamo negli ambiti di cooperazione internazionale, povertà, salute, educazione e disuguaglianze sociali.

Network & Alleanze in Italia

Crediamo che il lavoro di advocacy sia più efficace e abbia maggior impatto se fatto in collaborazione con tanti altri soggetti come noi. Per questo in Italia partecipiamo a diverse reti di organizzazioni della società civile, tra cui:

GCE, CINI – Coordinamento Italiano NGO Internazionali, ASVIS, CONCORD, Alliances (CBM)



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