Il 17 aprile è stato lanciato ufficialmente a Kampala, capitale dell’Uganda, il progetto “Eco-Food Uganda: filiere sostenibili e inclusive per la sicurezza alimentare” che in 3 anni raggiungerà oltre 6.000 persone nei distretti di Adjumani, Kole e Lira, promuovendo uno sviluppo più sostenibile e inclusivo.

donna lavora la terra

La cerimonia di inaugurazione

La cerimonia si è tenuta alla presenza del direttore di CBM Massimo Maggio, della Direttrice di CBM in Uganda Jackie Marlene Kwesiga, del direttore di AICS in Uganda, dell’ambasciatore italiano e delle autorità locali, che hanno dichiarato:

[citazione]

Un avvio importante per un’iniziativa che si inserisce pienamente nella strategia italiana della cooperazione allo sviluppo, puntando su rafforzamento delle capacità produttive e organizzative locali, inclusione economica e collaborazione tra attori profit e non profit per rafforzare la sicurezza alimentare nelle aree rurali più fragili. 

Il progetto

Il progetto sarà realizzato nelle regioni del West Nile e del Lango, dove molte famiglie vivono di agricoltura di sussistenza e subiscono gli effetti della crisi climatica. Eco-Food accompagnerà piccoli agricoltori, donne, giovani e persone con disabilità in un percorso che unisce trasferimento di competenze, sviluppo di filiere agro-alimentari e accesso al mercato. La formazione tecnica sarà infatti uno degli strumenti chiave per migliorare la produttività, la trasformazione e la conservazione dei prodotti, creando opportunità concrete di reddito e di inserimento lavorativo. 

Un elemento distintivo del progetto è proprio il partenariato tra profit e non profit, che permette di mettere in relazione il lavoro delle comunità locali con filiere commerciali strutturate. Grazie a questa collaborazione, le produzioni agricole potranno essere valorizzate, generando benefici duraturi per le famiglie e per il territorio. 

Eco-Food, grazie al finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, raggiungerà 6.142 persone nei distretti di Adjumani, Kole e Lira, promuovendo uno sviluppo più sostenibile e inclusivo. In un contesto segnato da povertà, insicurezza alimentare e forti disuguaglianze, il progetto rappresenta un’opportunità concreta per costruire competenze, autonomia e futuro. 


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