Un podcast “disarmante”, nel senso più letterale del termine: togliere di mezzo luoghi comuni e narrazioni stereotipate sulla disabilità. Più che raccontarlo, Criptonite lo ha praticato: il podcast di CBM Italia ha aperto crepe, spostato lo sguardo e fatto affiorare dubbi dove prima c’erano risposte facili.
In questi mesi Jacopo Cirillo, Marina Cuollo e i loro ospiti ci hanno accompagnato in un dialogo sfaccettato che ha toccato temi diversi: abbiamo parlato di comicità, del linguaggio e di come la disabilità viene rappresentata nei media. Con una rapida incursione nel mondo dello sport paralimpico.
Ma andiamo con ordine. Il primo capitolo, quello dedicato al rapporto tra disabilità e comicità, ha permesso di rompere il ghiaccio strappando più di un sorriso, ma senza rinunciare alla complessità. Come è successo durante la chiacchierata con Michela Giraud, attrice e stand-up comedian, che ha raccontato che cosa significa crescere come sibling, ovvero sorella di una persona con disabilità.
Smontare gli stereotipi sulla disabilità significa indagare anche i temi del linguaggio. Ed è proprio qui che emergono le resistenze più forti: perché è attraverso la scelta delle parole che utilizziamo nella vita di tutti i giorni che si costruiscono relazioni e significati. Tra stereotipi, pregiudizi e scelte quotidiane, le riflessioni della sociolinguista Vera Gheno e della presidente della fondazione Diversity, Francesca Vecchioni, mostrano come il linguaggio possa rafforzare disuguaglianze oppure renderle visibili, mettendo in discussione l’idea che sia qualcosa di neutro o secondario.
In occasione delle recenti Paralimpiadi invernali, Jacopo Cirillo e Marina Cuollo hanno fatto un’incursione nel mondo dello sport con Anna Rossi, atleta paralimpica e accessibility manager per la Fondazione Milano Cortina 2026. Una conversazione che ha messo al centro il tema dell’accesso allo sport e, più in generale, il diritto al tempo libero ancora non pienamente garantito alle persone con disabilità.
Nell’ultimo capitolo il podcast approfondisce il modo in cui la disabilità viene raccontata nei media, mettendo in discussione rappresentazioni spesso stereotipate e ridotte a poche categorie. Il risultato è uno sguardo collettivo che prova a uscire dai ruoli già scritti, interrogando non solo chi viene raccontato ma anche chi siede nelle writer’s room.
E se fin qui Criptonite ha incrinato molte certezze, le prossime puntate promettono di farlo ancora di più: parleremo infatti di affettività e sessualità, tema che raramente viene nominato nel discorso sulla disabilità, e l’educazione.
Questi sono alcuni estratti di Criptonite.
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