Un podcast con tanti ospiti per cambiare il punto di vista sulla disabilità.
Condotto da Jacopo Cirillo e Marina Cuollo.
Nella puntata 6 ospite Francesca Vecchioni, founder e presidente di Fondazione Diversity.

Con un linguaggio semplice, ma non superficiale, Criptonite scardina stereotipi sulla disabilità e offre ad ascoltatori e ascoltatrici chiavi di lettura per ripensare il modo in cui le persone con disabilità vengono rappresentate a scuola, al lavoro, sui media e nella vita di tutti i giorni. In ogni puntata i due conduttori, Jacopo Cirillo e Marina Cuollo dialogano con un ospite che porta il suo peculiare punto di vista su un tema specifico.

Ma perchè Criptonite?

La criptonite è il minerale che indeboliva Superman. Nel podcast diventa un simbolo e viene usata per depotenziare i pregiudizi, gli stereotipi e i poteri di chi opprime o sovrasta le altre persone. C’è poi un secondo motivo ed è la volontà di ri-appropriarsi del termine inglese “crip” (ovvero, storpio) che la comunità delle persone ha adottato per decostruirlo.

Puntata 6 – Il ruolo centrale del linguaggio nella costruzione della realtà sociale.

In questa puntata di Criptonite Jacopo Cirillo e Marina Cuollo dialogano con Francesca Vecchioni, founder e presidente di fondazione Diversity e Diversity Lab, sul ruolo centrale del linguaggio e della rappresentazione nella costruzione della realtà sociale. 

Vecchioni parte da un assunto chiave: ciò che non si nomina tende a non esistere. Ogni parola attiva un’immagine mentale e contribuisce a creare la cornice attraverso cui ciascuno di noi guarda il mondo. Per questo linguaggio e rappresentazione non solo si influenzano a vicenda, ma hanno ricadute concrete sui comportamenti, sulle aspettative e sulle relazioni sociali. 

La conversazione affronta il tema dei bias cognitivi e degli stereotipi: automatismi del pensiero che guidano il 96% delle nostre decisioni quotidiane. Spesso non ce ne accorgiamo, ma filtrano la realtà attraverso modelli sociali dominanti e possono trasformarsi in pregiudizi. Da qui l’importanza della consapevolezza e dell’educazione al linguaggio, soprattutto quando si parla di gruppi marginalizzati. 

Il ruolo del linguaggio e della rappresentazione nella costruzione della realtà è centrale anche quando si parla di disabilità, una condizione che interessa il 24% della popolazione italiana. Ma questo tema è presente nell’1% dei contenuti pubblicati dai media e nel 2% di film, serie tv e altri prodotti di intrattenimento.  

Eppure, un terzo del pubblico (soprattutto i più giovani) cerca attivamente prodotti inclusivi, segno che rappresentazione e linguaggio non sono solo una questione etica, ma anche culturale e di mercato. 

La puntata si chiude con una riflessione sul potere trasformativo delle parole: dai termini che creano rapporti di forza a quelli che diventano strumenti di identità e autodeterminazione, come “gay”, prima insulto e poi parola rivendicata. Perché definirsi significa esistere

Le puntate sul linguaggio inclusivo sono realizzate con il sostegno di E.ON. 

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