Un podcast con tanti ospiti per cambiare il punto di vista sulla disabilità.
Condotto da Jacopo Cirillo e Marina Cuollo.
Nella puntata 7 ospite Lavinia Azzone, editor e traduttrice.

Con un linguaggio semplice, ma non superficiale, Criptonite scardina stereotipi sulla disabilità e offre ad ascoltatori e ascoltatrici chiavi di lettura per ripensare il modo in cui le persone con disabilità vengono rappresentate a scuola, al lavoro, sui media e nella vita di tutti i giorni. In ogni puntata i due conduttori, Jacopo Cirillo e Marina Cuollo dialogano con un ospite che porta il suo peculiare punto di vista su un tema specifico.

Ma perchè Criptonite?

La criptonite è il minerale che indeboliva Superman. Nel podcast diventa un simbolo e viene usata per depotenziare i pregiudizi, gli stereotipi e i poteri di chi opprime o sovrasta le altre persone. C’è poi un secondo motivo ed è la volontà di ri-appropriarsi del termine inglese “crip” (ovvero, storpio) che la comunità delle persone ha adottato per decostruirlo.

Puntata 7 – “Tradurre significa misurarsi con limiti e vuoti…”

In questa terza e ultima puntata del capitolo dedicato al linguaggio, Criptonite indaga il ruolo della traduzione, processo centrale nella costruzione e diffusione delle narrazioni sulla disabilità e delle rappresentazioni culturali che le accompagnano. Marina Cuollo e Jacopo Cirillo dialogano con Lavinia Azzone, editor e traduttrice dal tedesco per Fandango Libri, per esplorare come le parole cambino significato attraversando le lingue – e come questo influenzi il modo in cui pensiamo la diversità, la disabilità e i corpi che escono dalla norma. 

Lavinia Azzone racconta la lingua come strumento culturale e politico, che non descrive soltanto il mondo ma lo costruisce. Tradurre significa allora misurarsi con limiti e vuoti: parole come impairmentdisabled person non trovano sempre equivalenti precisi in italiano, e questo “vuoto” non è neutro, ma è anche il risultato di scelte politiche e culturali. La puntata affronta il tema del linguaggio inclusivo nelle traduzioni, il ruolo degli editori, le resistenze istituzionali in Paesi come Italia e Francia e, al contrario, i passi avanti compiuti dalla Germania nell’introdurre forme linguistiche più rispettose delle differenze nei documenti ufficiali. 

Una puntata particolarmente ricca di citazioni letterarie che invitano a continuare a riflettere su come la lingua, le traduzioni e le storie che scegliamo di raccontare possano aprire (o chiudere) spazi di cittadinanza per le persone con disabilità e per tutte le persone che oggi restano ai margini dello sguardo. 

Libri segnalati durante la puntata

“Lingua e essere” di Kübra Gümüsay, Fandango Libri;
– “Bruttezza” di Moshtari Hilal, Fandango Libri;  
– “Acqua sporca” di Nadeesha Uyangoda, Giulio Einaudi; 

Le puntate sul linguaggio inclusivo sono realizzate con il sostegno di E.ON. 

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