Il progetto

Dopo una prima edizione di successo, LOPLOP, CBM Italia e il Museo Popoli e Culture rilanciano il progetto “Le cose che abbiamo in comune”, dedicato a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 14 anni dei Municipi 7 e 8 di Milano, territori caratterizzati da una forte presenza di minori con disabilità, con background migratorio, che si trovano in situazioni di svantaggio sociale.

Il progetto nasce dall’incontro tra educazione, cultura e inclusione e ha l’obiettivo di offrire ai partecipanti un’esperienza capace di collegare il patrimonio culturale alla vita quotidiana, alle relazioni e alla dimensione globale del presente.

Il contesto

L’esperienza dei partner e i risultati della prima edizione del progetto hanno evidenziato come l’accesso a esperienze inclusive e di qualità sia ancora diseguale: bambini e ragazzi che si trovano tra disabilità, povertà educativa e background migratorio incontrano maggiori ostacoli nel partecipare pienamente alla vita scolastica, culturale e sociale.

Un bisogno rilevante riguarda il rafforzamento della comunità educante: scuole, famiglie ed enti del territorio faticano spesso a lavorare in modo coordinato e continuativo, con ricadute sulla capacità di accompagnare efficacemente ragazze e ragazzi nei loro percorsi di crescita. In questo contesto, emerge la necessità di spazi di collaborazione, formazione e confronto tra le diverse figure educative.

Un ulteriore ambito critico è quello del tempo libero quando aumentano le disuguaglianze nell’accesso a proposte educative e culturali. Per molti giovani, soprattutto nei contesti più fragili, la scuola resta l’unico canale di accesso alla cultura.

A partire da questi aspetti, il progetto vuole offrire opportunità educative e culturali inclusive, capaci di valorizzare il patrimonio come risorsa condivisa, rafforzare le relazioni tra scuola e territorio e sostenere la partecipazione attiva di ragazze e ragazzi, riconoscendoli come protagonisti del proprio percorso di crescita.

Obiettivo generale

Contrastare la povertà educativa e promuovere la partecipazione culturale di qualità tra gli adolescenti della scuola secondaria di primo grado, con un focus particolare sull’inclusione di ragazzi e ragazze con disabilità e di chi proviene da contesti sociali svantaggiati.

Obiettivi specifici

  1. Promuovere la pratica quotidiana dell’inclusione in contesti educativi e culturali.
  2. Stimolare una nuova relazione con il patrimonio culturale come spazio di connessione con la programmazione didattica in contesti di educazione formale.
  3. Offrire un’esperienza culturale accessibile, stimolante e trasformativa alla fascia 11–14 anni.

Destinatari

  • 15 adulti tra docenti curricolari e di sostegno, dirigenti, personale ATA, assistenti alla comunicazione e altre professioni che operano nei contesti.
  • 425 studenti con e senza disabilità della scuola secondaria di primo grado.

Attività

Le cose che abbiamo in comune si realizza in 2 momenti principali:

  • Per il personale scolastico: un percorso formativo per fornire strumenti, conoscenze e occasioni di riflessione per rafforzare le competenze educative, promuovere il confronto sui temi della cultura dell’inclusione e sperimentare nuove pratiche inclusive.
  • Per studenti e studentesse: una serie di esperienze culturali attraverso percorsi educativi, uscite sul territorio e laboratori didattici inclusivi ed accessibili.

Ruolo di CBM Italia

CBM Italia realizzerà il percorso formativo gratuito di tre incontri, Praticare l’Inclusione, rivolto a 15 partecipanti tra personale educativo, curricolare e di sostegno, dirigenti, personale ATA, assistenti alla comunicazione e altre professioni che operano nei contesti scolastici.

I temi del percorso riguarderanno:

  • I principi fondamentali dei diritti umani
  • Approcci e metodologie per una didattica inclusiva
  • Un laboratorio esperienziale sull’accessibilità.

Inoltre, CBM Italia curerà la realizzazione di un toolkit finale digitale accessibile che raccoglierà, con il contributo di tutti i partner:

  • i materiali formativi del percorso;
  • le schede e strumenti sviluppati durante i laboratori;
  • approfondimenti teorici e bibliografici;
  • buone pratiche emerse durante il progetto.

Risultati attesi

  1. Acquisizione da parte del personale scolastico di conoscenze e competenze rispetto all’educazione inclusiva e accessibilità culturale, sperimentando e condividendo buone pratiche.
  2. Sviluppo da parte di ragazzi e ragazze di maggiore consapevolezza rispetto alla cittadinanza globale, alla cultura della diversità, creando connessioni personali ed emotive con luoghi ed oggetti del patrimonio culturale del territorio e partecipando attivamente alle attività.
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