In Europa puntiamo sulla formazione degli operatori per contrastare ogni forma di molestia e far uscire dall’isolamento le donne con disabilità.

In Europa sei donne con disabilità su dieci hanno subito molestie sessuali almeno una volta nella vita, un dato più alto rispetto alle donne senza disabilità. È un fenomeno che presenta una realtà spesso invisibile: la sovrapposizione tra discriminazione di genere e discriminazione legata alla disabilità aumenta il rischio di violenza, isolamento e mancanza di protezione.
Giulia Traversi di EDF – European Disability Forum, organizzazione europea per la tutela dei diritti delle persone con disabilità con cui collaboriamo, ha affermato:
Il principale fattore di rischio alla base della violenza contro le donne con disabilità è legato allo stigma. Oggi c’è l’idea, falsa, che le donne con disabilità siano meno credibili, meno autonome, meno capaci di decidere per sé. Questo fa sì che ciò che subiscono venga minimizzato o addirittura messo in dubbio. Per questo il lavoro di sensibilizzazione è fondamentale.
Formare è trasformare: i progetti CARE-INT e PRIDE
Di fronte a questa emergenza silenziosa, abbiamo deciso di andare al cuore del problema lavorando sulle cause strutturali che rendono violenza e maltrattamenti possibili. La nostra azione si concentra sulla formazione degli operatori per promuovere un cambiamento culturale profondo. Formare significa aiutare gli operatori a individuare e rendere visibile ciò che spesso rimane nascosto: i segnali di abuso, le dinamiche di potere, le discriminazione nate dall’intreccio tra disabilità e genere.
Con CARE-INT prepariamo i professionisti della cura e del sociale a riconoscere i segnali di abuso nella vita quotidiana delle donne con disabilità, anche quelli meno visibili come: l’isolamento forzato, la negazione di cure o ausili, la violenza psicologica, i rapporti di potere che limitano autodeterminazione e sicurezza di sé. In questo percorso, formare significa prevenire prima ancora di intervenire, mettendo al centro le donne con disabilità come protagoniste dei propri diritti e della propria sicurezza. Il progetto si realizza in Italia e Olanda grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ in collaborazione con Fondazione Libellula, Fondazione IREA, Konig Willem I College.
Con PRIDE siamo al lavoro per rafforzare l’accessibilità dei servizi territoriali antiviolenza in Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta. Qui realizziamo percorsi formativi specifici per operatori di centri antiviolenza, assistenti sociali, psicologi per diffondere buone pratiche di comunicazione accessibile e strumenti concreti per accogliere e proteggere donne con disabilità. L’obiettivo è ridurre le barriere comunicative, culturali, fisiche che spesso isolano le donne con disabilità e costruire percorsi di fiducia per garantire che nessuna donna o ragazza rimanga senza aiuto e invisibile nel momento del bisogno. Il progetto è promosso dall’Istituto dei Sordi di Torino in collaborazione con LEDHA e Città di Torino e sostenuto dal Fondo di Beneficenza di Intesa San Paolo.
L’impegno di CBM
Grazie a questi interventi, CBM contribuisce a formare professionisti consapevoli e capaci di prevenire, riconoscere e affrontare la violenza intersezionale.
In vista della Giornata internazionale della donna, ricordiamo che molte donne con disabilità continuano a non avere voce.
Il nostro impegno, ribadito con progetti come CARE‑INT e PRIDE, è quello di far sì che nessuna donna resti invisibile, inascoltata o sola. La protezione, la dignità e i diritti non devono mai essere concessi a metà.
Sono universali e devono essere garantiti a tutte.
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