Nel mondo il tracoma è la prima causa infettiva di cecità. ​

​Da oltre 60 anni, insieme all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), siamo in prima linea per contribuire a eliminare questa malattia endemica in molti Paesi in via di Sviluppo.​

​Nonostante i progressi fatti ci sono ancora intere regioni in cui il tracoma causa cecità irreversibile, soprattutto in Etiopia.​

​Oggi abbiamo un nuovo obiettivo: eliminare definitivamente il tracoma entro il 2030 insieme all’OMS. In tutto il mondo e per sempre.​

I progressi fino a oggi

Nel mondo, ad oggi, i Paesi  liberi dal tracoma sono 28, come dichiarato dall’OMS, un risultato a cui negli anni abbiamo contribuito anche noi come CBM:

  • 2022: il Malawi è libero dal tracoma
  • 2024: il Pakistan è libero dal tracoma
  • 2025: il Burundi è l’ottavo Paese della regione africana libero dal tracoma.

Da 1,5 miliardi a meno di 100 milioni

Secondo i dati più recenti dell’OMS, a gennaio 2026 la popolazione mondiale che necessita di interventi contro il tracoma è scesa per la prima volta sotto i 100 milioni di persone, arrivando a 97,1 milioni.

1.5
miliardi di persone a rischio tracoma nel 2002
97
milioni di persone a rischio tracoma nel 2026
94 %
la riduzione di persone a rischio
primo piano di donna etiope con tracoma

Non è solo una malattia degli occhi

Il tracoma è un’infezione oculare causata da un batterio e si diffonde soprattutto nei contesti in cui l’acqua è scarsa, i servizi igienici sono inadeguati e l’igiene del viso è difficile da mantenere.

Quando la malattia si aggrava le ciglia si rivoltano verso l’interno sfregando sulla cornea: è una condizione molto dolorosa che, se non trattata, può portare alla cecità.

Per questo il tracoma non è soltanto una malattia degli occhi. È una malattia della povertà e della disuguaglianza. Dove l’acqua pulita manca, dove i servizi sanitari sono deboli, dove le comunità sono isolate e vulnerabili, il rischio cresce.

A essere colpite sono soprattutto le persone più fragili: bambini, donne, anziani, persone con disabilità. Il tracoma racconta con evidenza quanto salute, accesso all’acqua e condizioni di vita siano strettamente legati.

Fai la tua donazione

Aiutaci a eliminare il tracoma entro il 2030.

Scegli l’importo
primo piano di bimba sudsudanese con tracoma

Eliminare il tracoma è possibile

La risposta più efficace individuata dall’OMS è la strategia SAFE, un approccio integrato che unisce chirurgia per i casi avanzati, antibiotici per fermare l’infezione, pulizia del viso e delle mani per ridurre la trasmissione e miglioramenti ambientali, a partire dall’accesso all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari. È una strategia che funziona perché non interviene solo sulla malattia, ma anche sulle condizioni che la rendono possibile.

Da oltre sessant’anni, lavoriamo per prevenire ed eliminare il tracoma insieme ai sistemi sanitari locali e alle comunità. Ogni nuovo risultato conferma che non solo è possibile prevenirlo e curarlo, ma anche progredire verso la sua l’eliminazione: un obiettivo che vogliamo raggiungere entro il 2030 insieme all’OMS e ai partner, affinché nessuno perda la vista a causa di una malattia che è possibile fermare.

Scopri di più sul nostro intervento

La storia di Fatuma

donna etiope sorridente

Fatuma, donna etiope di 30 anni, è stata contagiata dal tracoma e ha rischiato la cecità irreversibile. I nostri medici le hanno salvato la vista.

Leggi la sua storia

Aiutaci a eliminare il tracoma entro il 2030.

Fai una donazione: con il tuo aiuto possiamo salvare la vista di milioni di persone.

Scegli l'importo
{{ errors.first('firstname') }}
{{ errors.first('lastname') }}
{{ errors.first('email') }}