A Palabek, nel nord Uganda, migliaia di rifugiati non hanno accesso alle cure oculistiche. È qui che le nostre cliniche mobili portano visite e trattamenti. Nel video, il dottor Kamara racconta perché questo intervento è così necessario.

Portare le cure dove servono

Nel nord dell’Uganda, nel distretto di Lamwo, a pochi chilometri dal confine con il Sud Sudan, il campo rifugiati di Palabek è diventato negli anni un luogo che accoglie migliaia di persone in fuga. Nato come risposta a un’emergenza, oggi ospita oltre 65.000 rifugiati, soprattutto dal Sud Sudan, un Paese segnato da anni di conflitti che hanno spinto tantissime persone a fuggire.

Nel campo di Palabek la vita riparte, ma resta fragile. I servizi di base, a partire dalla salute, mancano o non sono sufficienti, così da rendere difficile rispondere ai bisogni della popolazione. Una situazione ulteriormente aggravata dai tagli ai finanziamenti umanitari hanno ulteriormente ridotto le attività sul territorio.

Le disabilità visive sono molto diffuse ma spesso non sono trattate per mancanza di medici e servizi.

L’ospedale St. Joseph

In questo contesto lavoriamo insieme al nostro partner l’ospedale St. Joseph di Kitgum, portando le cure direttamente al campo attraverso le cliniche oculistiche mobili.

Situato nella regione di Ancholi, una delle più bisognose di cure oculistiche del Paese, l’ospedale è un punto di riferimento per la salute della vista; il reparto oculistico, costruito ed equipaggiato da CBM, è un centro specialistico in grado di erogare cure diagnostiche, trattamenti e chirurgie (cataratta, trichiasi, chirurgie da traumi). Non solo: oggi dispone di un nuovo laboratorio ottico per la distribuzione di occhiali da vista, inaugurato ad aprile scorso.

Le cliniche mobili del St. Joseph consentono di visitare centinaia di persone: controlli visivi, diagnosi, trattamenti di base e distribuzione di occhiali. I casi più complessi vengono indirizzati all’ospedale per interventi chirurgici o percorsi di cura più strutturati.

È un modello semplice, ma essenziale in un contesto in cui uno dei principali ostacolo alle cure è proprio la distanza, geografica ed economica.

Un lavoro di squadra

Alla guida di queste attività c’è il dottor Kamara, responsabile delle outreach dell’ospedale St. Joseph. Per riuscire a far fronte all’elevata richiesta, il team si è ampliato coinvolgendo altri oftalmologi di strutture pubbliche: una collaborazione necessaria per raggiungere un alto numero di pazienti in tempi limitati. Racconta il dott. Kamara:

Molti pazienti non riuscirebbero mai a raggiungere l’ospedale. Portare le cure qui permette di intervenire in tempo e di evitare che problemi risolvibili diventino disabilità permanenti.

Ogni intervento dura pochi giorni, ma ha un impatto immediato su centinaia di persone che altrimenti resterebbero escluse da qualsiasi percorso di cura.

Le cliniche mobili intercettano situazioni molto diverse: problemi visivi correggibili con un paio di occhiali, ma anche patologie più serie, come cataratte allo stadio più avanzato.

Anche gli interventi più semplici hanno conseguenze profonde. In un contesto come Palabek, dove molte famiglie vivono di agricoltura, recuperare la vista significa tornare a lavorare, gestire le attività quotidiane, frequentare la scuola.

Significa, in molti casi, recuperare autonomia.

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