Presentata a BASE Milano la campagna “My time is not mine” nata dal progetto europeo “KEEP Driven”. Un gruppo di trenta giovani con disabilità di Italia, Francia e Lettonia hanno portato sul tavolo le proprie istanze, le hanno discusse e le hanno trasformate in una campagna e in un Manifesto sul diritto a vivere in modo indipendente.

platea evento base

Alessia, Giona, Marco, Valentina sono stati i portavoce della campagna “My Time Is Not Mine”: tappa finale del progetto europeo “KEEP Driven” in cui più di trenta giovani con disabilità di Italia, Francia e Lettonia si sono incontrati, hanno scambiato esperienze, hanno elaborato proposte.

Grazie al progetto “Keep Driven”, giovani tra 18 e 26 anni hanno condiviso i loro problemi quotidiani, hanno discusso, ragionato insieme. Hanno definito quali obiettivi vogliono raggiungere e hanno scelto il modo più efficace per veicolare il loro messaggio. Nello specifico un Manifesto e una campagna di comunicazione e sensibilizzazione che affrontano temi che stanno loro a cuore.

Sono stati i protagonisti, non i destinatari

Il tema scelto è il diritto alla vita indipendente, inteso come diritto a vivere nella società con le stesse libertà di scelta delle persone senza disabilità. Tema che i ragazzi e ragazze hanno ampliato fino a comprendere la mobilità e l’accessibilità dei luoghi pubblici: perché decidere del proprio tempo significa poter organizzare le proprie giornate, ma anche potersi muovere liberamente per la città e partecipare. È stata la delegazione italiana a proporre inizialmente questo tema, poi abbracciato dai coetanei francesi e lettoni che ne hanno riconosciuto il valore universale.

foto ragazzi sul palcoscenico

Dietro il titolo della campagna ci sono esperienze concrete

“Non posso usare il mio tempo per costruire il mio futuro”, dice Baiba, una giovane lettone. “La spontaneità è un privilegio che raramente mi posso permettere”, racconta Giona. “Quando esco con gli amici devo misurare ogni sorso della birra che bevo”, spiega Jeremy.

Storie diverse che dicono la stessa cosa: quando i servizi non ci sono o non si adattano ai ritmi delle persone, il tempo delle persone con disabilità viene loro sottratto.

Da queste testimonianze individuali è nata una richiesta collettiva

Il Manifesto chiede servizi che seguano i ritmi e le condizioni di ciascuno, trasporti accessibili, opportunità flessibili di studio e lavoro, leggi sulla vita indipendente davvero applicate e il diritto a essere ascoltati nelle decisioni che riguardano la propria vita. “Il nostro tempo appartiene a noi. Non un giorno. Adesso”.

La campagna è il punto di arrivo di un progetto che aveva un obiettivo più ampio: promuovere la partecipazione e l’attivismo dei giovani con disabilità. Attraverso momenti di formazione, visite di studio nei tre Paesi e mesi di lavoro condiviso, i partecipanti hanno acquisito competenze e strumenti per far sentire la propria voce e la campagna “My Time Is Not Mine” ne è il risultato concreto.

KEEP Driven: promuovere le conoscenze, il protagonismo e la partecipazione di giovani con disabilità” è un progetto cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Erasmus+, guidato da CBM Italia in collaborazione con il Forum Europeo per la Disabilità, Sustento, LEDHA e APF France handicap.

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