È rivolto a persone con disabilità, donne e bambini il primo progetto di CBM Italia in Zambia. Il Paese sta affrontando una crisi alimentare, idrica e sanitaria e le persone più vulnerabili sono colpite maggiormente rispetto agli altri.

Cosa sta accadendo in Zambia
Lo Zambia, nell’Africa Meridionale, sta attraversando una crisi alimentare, idrica e sanitaria. Tra le cause principali una storica siccità, come effetto dal fenomeno meteorologico “El Niño”, e un’epidemia di colera non interamente gestita.
Si stima che la siccità abbia portato alla perdita di 983.000 ettari di mais e la produzione di cereali si sia ridotta del 53%. Le risorse idriche sono esaurite, il cibo è scarso e i prezzi sono alle stelle. Nel 2024 è stato dichiaro lo stato di emergenza nazionale.
I dati allarmanti
- 6 milioni di persone stanno soffrendo la fame;
- oltre 3 bambini su 10 con meno di 5 anni sono malnutriti;
- 418.000 persone con disabilità hanno bisogno di assistenza umanitaria.
L’impatto è sproporzionato
Nelle crisi climatiche e umanitarie donne, bambine e persone con disabilità sono colpite in modo sproporzionato.
Il carico famigliare grava unicamente su donne e bambine che, nei periodi di siccità, sono costrette a percorrere lunghe distanze in cerca di acqua e cibo. Aumenta l’abbandono scolastico e si registra anche un numero maggiore di casi di violenza di genere.
Le persone con disabilità rappresentano un altro gruppo profondamente svantaggiato. Si stima che in Zambia circa l’11% degli adulti e il 4,4% dei bambini viva con una qualche forma di disabilità (visiva, uditiva, motoria, intellettiva, psicosociale). La maggior parte di loro vive in condizioni di povertà estrema, spesso esclusa dal mercato del lavoro, dall’istruzione e dall’accesso a servizi sanitari adeguati. Lo stigma è tuttora radicato e porta all’isolamento e alla discriminazione.

L’intervento di CBM Italia
“AIMZambia” è un progetto internazionale triennale che interessa le aree più colpite dalla crisi: Southern, Western, Central e Lusaka.
Il ruolo chiave di CBM Italia riguarda aiuti e assistenza per le persone più vulnerabili come donne in gravidanza e allattamento, bambini sotto i cinque anni e persone con disabilità.
In particolare il progetto ha questi obiettivi:
- Fornitura a circa 150 persone con disabilità di ausili (sedie a rotelle, occhiali correttivi, bastoni, strumenti adattati) e formazione sull’uso e la manutenzione.
- Implementare misure di accessibilità (materiali in Braille, a caratteri grandi, o adattati a disabilità sensoriali e intellettive) per assicurare l’inclusione e la partecipazione attiva delle persone con disabilità.
- Servizi di supporto psicosociale, protezione dell’infanzia, prevenzione della violenza e rafforzamento dei percorsi di segnalazione dei casi verso operatori specializzati.
- Sensibilizzare sull’azione umanitaria inclusiva, sull’inclusione della disabilità e sulla prevenzione della violenza di genere.
- Migliorare lo stato di sicurezza alimentare, garantire l’accesso all’acqua sicura e potabile e rafforzare i servizi igienico-sanitari nelle comunità e nelle scuole.
L’intero progetto raggiungerà direttamente 66.309 persone per le attività di nutrizione, 37.240 per attività di WASH, 1.828 persone per le attività di protezione.
L’intera popolazione residente nei 7 distretti (circa 1.673.315 persone) beneficerà indirettamente dell’intervento.