Centinaia di persone con disabilità hanno perso tutto per le inondazioni che lo scorso anno hanno colpito il Mozambico. Tra loro Zena e Awage, ecco le loro testimonianze.
La testimonianza di Aly
Aly è una donna di 47 anni con una disabilità visiva. È vedova e ha sette figli di cui prendersi cura.
Come racconta nel video, a marzo l’inondazione ha colpito anche il suo villaggio. Ha perso la casa, ha perso tutto.
Non abbiamo vestiti e non abbiamo cibo. Chiediamo aiuto, qualsiasi aiuto che possiamo ricevere che siano materiali da costruzione, cibo o vestiti.
Aly, donna con disabilità visiva
Cosa è successo in Mozambico
Alla fine di dicembre 2025, forti piogge hanno provocato gravi inondazioni in Mozambico, nella provincia di Gaza.
I danni alle abitazioni, ai terreni e alle piccole attività sono stati incalcolabili e le comunità rurali hanno perso le fonti di sostentamento.
A pagarne il prezzo più alto sono state – e lo sono tuttora – le persone con disabilità, escluse dall’assistenza umanitaria e prive di reti di supporto. In parte a causa delle barriere fisiche e comunicative, in parte per l’impossibilità per gli operatori umanitari di raggiungere le persone più isolate.
Le parole di Awage
Chi dorme su un sacco, chi all’aperto, chi sotto un tetto di fortuna costruito con materiali donati dai vicini o recuperati dalla strada. È questa la situazione in cui vivono da mesi donne come Awage e le loro famiglie.
Come potete vedere qui non c’è nulla. Questa è la sofferenza, la vera sofferenza.
Awage, donna con disabilità
Una delle nipoti di Awage ha una disabilità, ma non sanno come prendersi cura di lei. Manca il cibo, mancano i vestiti.
L’intervento di CBM
CBM Italia è presente sul territorio per garantire assistenza a 270 persone con disabilità e alle loro famiglie, in particolare donne, ragazze, anziani e persone con disabilità gravi o multiple che necessitano di elevati livelli di supporto quotidiano.
Stiamo fornendo aiuti economici e dando assistenza per accedere alle informazioni e alla partecipazione. Interventi mirati a sostenere il benessere e la resilienza delle persone e, non meno importante, la loro dignità.
Allo stesso tempo stiamo coinvolgendo i leader comunitari e le strutture locali per promuovere una risposta più inclusiva alle emergenze e ridurre lo stigma ancora legato alla disabilità.
I primi interventi sono già stati avviati. Per rimanere aggiornati sulle attività in corso o approfondire l’intervento, qui si trova la pagina del progetto.