Offrire cure oculistiche di qualità, sostenibili e accessibili, a oltre 20 mila persone. È questo uno degli obiettivi dell’importante progetto pluriennale avviato all’ospedale St. Joseph, a partire dalla costruzione di un laboratorio ottico. Guarda il video dell’inaugurazione.
Il nuovo laboratorio ottico all’ospedale St. Joseph
Dallo scorso aprile è attivo, presso l’ospedale St. Joseph, un laboratorio ottico per la fornitura di occhiali da vista alla popolazione del distretto di Acholi e delle aree circostanti.
Il laboratorio potenzia l’offerta dell’ospedale e si inserisce in un più ampio intervento pluriennale che ha l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi oculistici in tutta l’area.
Lo conferma il dr. Silas, optometrista formato nell’ambito del progetto.
Le parole del dr. Silas
Come racconta il dr. Silas nel video, le persone che vivono nelle aree rurali da sempre faticano ad accedere ai servizi oculistici, con conseguenti ritardi nelle diagnosi o impossibilità di ricevere cure e medicinali. Lui stesso, nonostante l’insorgenza di difetti retrattivi in giovane età, ha dovuto aspettare anni prima di ricevere un paio di occhiali.
Ora, grazie al laboratorio ottico e alla presenza capillare sul territorio, nelle comunità e nelle scuole, verranno raggiunte migliaia di persone, fino alle aree più remote della regione.
Credo che sarà veramente un contributo importante nel ridurre la cecità evitabile.
dr. Silas, optometrista
Perché a Kitgum
Gli errori refrattivi non corretti costituiscono una problematica di salute pubblica in Uganda. Sono la principale causa di disabilità visiva e la seconda causa di cecità evitabile.
Secondo un’analisi che abbiamo condotto come CBM Italia, il nord e l’est del Paese sono aree particolarmente vulnerabili, con maggiore necessità di servizi ottici a causa della mancanza di laboratori specializzati. Prima del nostro intervento, infatti, la fornitura di occhiali era unicamente a Kampala o Entebbe, costringendo le persone a lunghi spostamenti o alla rinuncia alle cure.

L’ospedale St. Joseph è stata la scelta naturale per l’allestimento del laboratorio. Oltre all’infrastruttura esistente, l’ospedale era già un centro oculistico secondario, operativo grazie alle attrezzature fornite da CBM e alla presenza di un oculista e di infermieri specializzati.
In pochi mesi di attività il laboratorio ottico ha già ridato la speranza a centinaia di persone con problemi alla vista e la voce si sta diffondendo, anche grazie al coinvolgimento attivo delle comunità.
I prossimi obiettivi
Si stima che circa 7.000 bambini, 14.000 adulti e 600 giovani madri (per un totale di 21.600 persone) appartenenti alle comunità del Nord Uganda coinvolte nel progetto saranno raggiunti.
Tra questi vi saranno pazienti che si recheranno presso la clinica oculistica dell’Ospedale St. Joseph e altre strutture sanitarie della zona (diagnosticati con errori refrattivi non corretti o che necessitano di correzione visiva per lontano e vicino dopo un intervento di cataratta), alunni delle scuole primarie e secondarie, nonché membri vulnerabili della comunità individuati attraverso attività di sensibilizzazione condotte dai volontari sanitari di villaggio.
In questo senso è riduttivo parlare del laboratorio ottico come di un servizio di fornitura di occhiali da vista: stiamo concretamente costruendo un nuovo modello di intervento efficiente e duraturo.
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