campo in libano

Il progetto

Il progetto proposto intende fornire una risposta umanitaria integrata alla popolazione libanese colpita dal conflitto in corso, intervenendo nei governatorati di Nabatiyeh, Beirut e Monte Libano, Baalbek-Hermel, Beqaa e del Sud. L’iniziativa nasce dalla necessità di sostenere le persone più vulnerabili (famiglie sfollate, donne, bambini, anziani e persone con disabilità) attraverso attività volte a migliorare le condizioni sociali, psicofisiche ed economiche delle comunità colpite.

Il Libano continua a essere caratterizzato da una grave crisi umanitaria aggravata dalla ripresa e dall’intensificazione del conflitto armato. Secondo le più recenti stime umanitarie, oltre 1 milione di persone è stato costretto a lasciare la propria abitazione e circa 133.800 persone risultano ospitate in centri collettivi di accoglienza. Nelle aree maggiormente colpite dalle ostilità, le famiglie affrontano crescenti difficoltà nell’accesso ai beni essenziali, ai servizi di base e alle opportunità di sostentamento.

La situazione risulta particolarmente critica nella regione della Beqaa, dove circa il 35% della popolazione vive in condizioni di crisi o emergenza alimentare. In questo contesto, donne, minori, anziani e persone con disabilità sono tra i gruppi maggiormente esposti ai rischi di esclusione, disagio psicosociale e perdita dei mezzi di sussistenza, rendendo necessaria una risposta umanitaria integrata e inclusiva in grado di rispondere ai bisogni immediati e rafforzare la resilienza delle comunità colpite.

Obiettivo generale

Fornire supporto umanitario alla popolazione libanese colpita dall’attuale conflitto

Obiettivi specifici

Assicurare una risposta integrata ai bisogni della popolazione civile mediante una pronta assistenza salvavita e l’erogazione di servizi per il miglioramento delle condizioni sociali, psicofisiche ed economiche nei governatorati di Nabatiyeh, Beirut e Monte Libano, Baalbek-Hermel, Sud Libano, Nord Libano e Beqaa

I destinatari

I beneficiari diretti delle attività di CBM saranno 751 persone vulnerabili residenti nel governatorato della Beqaa, con particolare attenzione alle persone con disabilità, agli anziani, ai rimpatriati colpiti dal conflitto, agli sfollati interni e ai caregiver.
In particolare:

  • 680 persone beneficeranno della distribuzione di beni non alimentari e articoli di prima necessità, selezionati sulla base di valutazioni individuali dei bisogni. L’assistenza comprenderà kit igienico-sanitari, materiali per l’igiene personale e articoli specifici per persone con disabilità, anziani e persone con bisogni particolari
  • 20 persone vulnerabili accederanno a servizi di salute mentale e supporto psicosociale attraverso percorsi individuali di valutazione, presa in carico e psicoterapia, accompagnati da attività di case management e referral verso servizi specialistici quando necessario. I beneficiari includeranno persone con disabilità, caregiver, rimpatriati e individui che presentano significativi livelli di disagio psicosociale legati al conflitto e agli sfollamenti.
  • 51 persone con disabilità riceveranno ausili assistivi e servizi di riabilitazione personalizzati, sulla base di una valutazione funzionale individuale. Il supporto comprenderà dispositivi quali sedie a rotelle, sedie da bagno, letti manuali e altri ausili specialistici, accompagnati da attività di formazione, adattamento e follow-up per favorirne l’utilizzo appropriato e il miglioramento dell’autonomia personale.

Tra i beneficiari previsti si stimano 223 minori, 527 adulti, 375 donne (50%) e 150 persone con disabilità (20%).

Le attività

L’intervento mira a rispondere ai bisogni più urgenti della popolazione colpita dal conflitto in Libano, migliorando l’accesso ai beni essenziali, rafforzando il benessere psicofisico delle persone più vulnerabili e sostenendo le famiglie sfollate attraverso forme di assistenza economica. Particolare attenzione sarà rivolta a donne, minori, anziani e persone con disabilità, promuovendo una risposta umanitaria inclusiva e multisettoriale.

In particolare, per la componente di CBM le attività previste sono:

  • Distribuzione di beni non alimentari (NFI) e articoli per bisogni specifici a favore di persone con disabilità, anziani, rimpatriati e altri soggetti vulnerabili colpiti dal conflitto, sulla base di valutazioni individuali dei bisogni.
  • Erogazione di servizi di Mental Health and Psychosocial Support (MHPSS) e percorsi individuali di psicoterapia, attraverso valutazioni psicosociali, presa in carico personalizzata e supporto specialistico per persone con disabilità, caregiver e altri beneficiari vulnerabili.
  • Attivazione di meccanismi di referral e case management, per facilitare l’accesso dei beneficiari a servizi sanitari, riabilitativi e di protezione forniti da altre organizzazioni e dai centri di assistenza primaria presenti sul territorio.
  • Fornitura di ausili e dispositivi assistivi personalizzati, tra cui sedie a rotelle, sedie da bagno, letti manuali e altri ausili specialistici, accompagnata da valutazioni funzionali, adattamento degli strumenti, formazione per beneficiari e caregiver e attività di follow-up.

I risultati attesi

  1. Migliorato l’accesso ai beni essenziali alimentari e non alimentari per le comunità residenti e le persone sfollate;
  2. Rafforzato il benessere psicofisico delle persone più vulnerabili, in particolare per donne, bambini e persone con disabilità;
  3. Aumentato il supporto economico per le persone sfollate al di fuori degli shelters.

Il ruolo di CBM Italia

Nell’ambito dell’intervento, CBM Italia contribuisce alla risposta umanitaria inclusiva nella regione della Beqaa a favore di persone con disabilità, anziani, rimpatriati e altri individui con bisogni specifici colpiti dal conflitto. In collaborazione con il partner locale Arcenciel, l’organizzazione realizza attività di identificazione e presa in carico dei beneficiari, distribuzione di kit igienico-sanitari e altri beni di prima necessità, erogazione di servizi di salute mentale e supporto psicosociale , percorsi di psicoterapia e attivazione di servizi di referral verso strutture sanitarie e specialistiche.

L’intervento prevede inoltre la fornitura di dispositivi assistivi e ausili per la mobilità, accompagnata da attività di formazione e follow-up rivolte ai beneficiari e ai caregiver, al fine di rafforzare l’autonomia, il benessere e la partecipazione delle persone più vulnerabili.

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