Il progetto
Il progetto, promosso dalla Diocesi di Butembo-Beni/Policlinico Sainte Croix de Mulo con il supporto di CBM, intende rafforzare la risposta all’epidemia di Ebola nelle zone sanitarie di Beni e Katwa, nell’Est della Repubblica Democratica del Congo, attraverso un approccio inclusivo e attento alle esigenze delle persone con disabilità.
L’intervento prevede il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica e delle capacità degli operatori sanitari mediante attività formative sulla prevenzione e il controllo delle infezioni (IPC); la distribuzione di kit e materiali per la prevenzione presso strutture sanitarie e spazi pubblici; attività di comunicazione del rischio e sensibilizzazione comunitaria accessibili; servizi di supporto psicosociale per le persone colpite dall’epidemia; e il coinvolgimento attivo delle organizzazioni di persone con disabilità nella pianificazione e nell’attuazione delle attività. Il progetto mira a garantire una risposta più efficace, equa e inclusiva all’emergenza sanitaria.
Il contesto
Dal maggio 2026, l’Est della Repubblica Democratica del Congo è interessata dalla 17ª epidemia di Ebola, confermata ufficialmente il 5 giugno 2026. L’epidemia coinvolge 25 zone sanitarie nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu, con 488 casi confermati e 86 decessi. Il contesto è particolarmente critico poiché l’epicentro si trova in un’area segnata da conflitti armati prolungati, che ostacolano le attività di risposta sanitaria e umanitaria.
Le principali criticità includono la carenza di personale qualificato, la limitata disponibilità di forniture essenziali, la resistenza di alcune comunità agli interventi sanitari e l’insufficienza dei servizi di supporto psicosociale. Inoltre, il ritardo nella conferma dei casi ha favorito la diffusione del contagio, rendendo complesso il tracciamento dei contatti e aumentando il rischio di trasmissione. Le persone con disabilità risultano particolarmente vulnerabili a causa delle barriere nell’accesso alle informazioni, ai servizi e ai meccanismi di risposta all’emergenza.
Obiettivo generale
Contribuire a una risposta inclusiva, efficace e coordinata all’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), riducendo i rischi di trasmissione, mitigando gli impatti umanitari indiretti della crisi e garantendo un accesso inclusivo ai servizi essenziali, in particolare per le persone con disabilità.
Obiettivi specifici
Contribuire al miglioramento della prevenzione dell’Ebola, della resilienza delle comunità e dell’accesso inclusivo ai servizi essenziali per le popolazioni colpite nell’est della Repubblica Democratica del Congo, attraverso interventi adattati e integrati realizzati in partenariato con organizzazioni locali.
I destinatari
Il progetto, nel suo complesso, raggiungerà circa 5.000 beneficiari diretti nelle province del Nord Kivu (Beni e Butembo), tra cui:
- donne, uomini, ragazze e ragazzi
- persone con disabilità (almeno il 15%)
- operatori sanitari e personale in prima linea
- pazienti, sopravvissuti all’Ebola e loro familiari
- nuclei familiari vulnerabili colpiti dalla crisi
Particolare attenzione sarà rivolta ai gruppi più vulnerabili, tra cui persone con disabilità, anziani, famiglie con capofamiglia donna e minori a rischio.
Le attività
Il progetto rafforza la risposta inclusiva all’epidemia di Ebola nelle zone di Beni e Katwa attraverso interventi integrati di prevenzione sanitaria, accesso ai servizi essenziali, supporto psicosociale e assistenza alle famiglie più vulnerabili.
Le principali attività previste includono:
- Rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) nelle strutture sanitarie e nelle comunità, attraverso valutazioni dei bisogni, distribuzione di dispositivi di protezione e supporto alla sorveglianza epidemiologica.
- Miglioramento dell’accesso a servizi WASH inclusivi mediante installazione e riabilitazione di punti d’acqua sicuri, stazioni per il lavaggio delle mani accessibili e distribuzione di materiali per l’igiene e la sanificazione.
- Formazione di operatori sanitari, leader comunitari, religiosi, e organizzazioni di persone con disabilità sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni.
- Sensibilizzazione delle comunità attraverso campagne di promozione dell’igiene, comunicazione del rischio accessibile e diffusione di materiali adattati alle esigenze delle persone con disabilità.
- Attivazione di servizi di salute mentale e supporto psicosociale per persone colpite dall’Ebola, operatori sanitari e comunità, inclusi primo soccorso psicologico, consulenza individuale e di gruppo, sostegno ai sopravvissuti e attività di rafforzamento della resilienza comunitaria.
- Valutazioni dei bisogni delle famiglie vulnerabili e interventi di assistenza alimentare rivolti alle popolazioni maggiormente colpite dalla crisi.
Attività sostenute da CBM Italia
Il contributo di CBM Italia è focalizzato sul rafforzamento dell’assistenza diretta ai nuclei familiari più vulnerabili, con particolare attenzione alle persone con disabilità, agli anziani e alle donne.
In particolare, CBM Italia sostiene:
- l’identificazione e la selezione dei beneficiari attraverso specifiche indagini di vulnerabilità.
- la distribuzione di kit di beni non alimentari (NFI) inclusivi e adattati alle esigenze delle persone con disabilità e delle persone anziane.
- L’erogazione di assistenza in denaro (cash transfer) per consentire alle famiglie di coprire i bisogni essenziali in funzione delle analisi di mercato e delle condizioni di vulnerabilità.
- La distribuzione di dignity kit destinati a donne e ragazze, comprese donne con disabilità, per promuovere protezione, dignità e igiene mestruale.
- Le attività di Post Distribution Monitoring (PDM) e i meccanismi di raccolta dei feedback dei beneficiari, per valutare l’efficacia degli interventi.
Grazie a questo contributo, CBM Italia raggiungerà direttamente 786 beneficiari, tra cui 100 nuclei familiari vulnerabili (circa 500 persone) e 286 donne e ragazze beneficiarie dei dignity kit.
Risultati attesi
Risultato 1: I rischi di trasmissione dell’Ebola sono ridotti e la continuità dei servizi essenziali è garantita attraverso misure di prevenzione inclusive, interventi IPC/WASH e il coinvolgimento delle comunità, inclusi la prevenzione e il controllo delle infezioni (IPC), la promozione dell’igiene comunitaria e una comunicazione inclusiva del rischio.
Risultato 2: Il benessere psicosociale e la resilienza delle comunità colpite e degli operatori in prima linea sono rafforzati attraverso servizi di salute mentale e supporto psicosociale (MHPSS) inclusivi e accessibili.
Risultato 3: I nuclei familiari vulnerabili colpiti dall’Ebola migliorano l’accesso ai beni e ai servizi essenziali e rafforzano la propria resilienza socioeconomica in risposta agli impatti della crisi.