Cos’è tutto questo, mamma?” – Dice così la piccola Cathleen, quando si sveglia dopo l’operazione di cataratta a cui è stata sottoposta.

Il medico che l’ha operata la sottopone subito agli esami della vista: deve indicare sulla tavola ottometrica le lettere e le linee che riconosce come uguali.

Cathleen ha solo tre anni, non è mai andata a scuola, non conosce le lettere ma tocca quelle che le sembrano simili: riconosce una A e poi anche e le O più piccole.
La sua mamma, Frimina, si commuove. Finalmente la sua piccola vede.

L’operazione è andata bene, non è stata difficile, eppure per Frimina era inimmaginabile solo qualche giorno prima.
La loro vita era vissuta davvero ai margini della società in una condizione di povertà estrema.

Una vita non sempre facile…

Tre anni prima Frimina era rimasta incinta di Cathleen ma non era ancora sposata e il padre della piccola le ha abbandonate a loro stesse.

Frimina allora aveva 19 anni ed è stata allontanata dalla sua famiglia che non voleva subire l’onta di una figlia ragazza madre. Non sapeva dove andare, non aveva nessuno. Era sola al mondo, con il suo pancione.

Ha trovato ospitalità da una lontana parente che le ha dato una stanza, in uno slum ai margini di una grande città della Tanzania: Frimina ha partorito lì la piccola Cathleen e ora vivono insieme, in quella piccola stanza di pochi metri quadrati: nella casa, con loro, vivono altre sette persone.

La loro quotidianità non era semplice, ma la situazione si è aggravata ancora di più quando Cathleen ha mostrato i primi segni di una difficoltà visiva, attorno al primo anno di vita. Spesso cadeva, sbatteva contro le pereti, inciampava negli oggetti. Crescendo il suo problema agli occhi non è migliorato e mamma Frimina è diventata sempre più apprensiva: aveva paura per Cathleen in ogni momento, cercava quanto più possibile di tenerla vicino a sé, ha iniziato a non farla giocare più per strada, con gli altri bambini per paura che si potesse fare molto male.

Ogni volta che la sentivo piangere per me era un colpo al cuore. Pensavo sempre al peggio, che si fosse ferita gravemente cadendo, che qualcuno le avesse fatto del male. Lei non vede, non sa difendersi.

racconta mamma Frimina

L’incontro con CBM

Era evidente che il suo futuro sarebbe stato diverso da quello degli altri bambini, se non fossero stati curati i suoi occhi. Sarebbe rimasta chiusa nella sua casa, perché incapace di muoversi, non avrebbe mai potuto andare a scuola e fare qualsiasi cosa in autonomia. Cathleen stessa, man mano che diventava più grande era sempre più arrabbiata e chiedeva alla mamma perché non potesse fare le cose come tutti gli altri bambini e la sua mamma non aveva una risposta per le sue domande.

Averla trovata, durante una clinica mobile, è stato cambiare la sua vita: Cathleen grazie ai donatori di CBM è stata trovata, portata in ospedale e operata gratuitamente.

Ora che è tornata a casa guarda ogni cosa intorno a lei: sta per la prima volta conoscendo il mondo ed è bellissimo, per la sua mamma, vedere lo stupore brillare nei suoi occhi.
Punta spesso le manine al cielo, quando passano degli aerei sopra la sua testa.

Cosa sono? Dove vanno? Anche io voglio andare con loro e volare.

dice Cathleen

Ora dovrò rispondere a tutte le sue domande e aiutarla a realizzare il suo sogno!

mamma Frimina sorride


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