Eleonora Giordano, insieme alla dottoressa Mercado

Eleonora Giordano, responsabile progetti di CBM Italia in America Latina, e Noelia Mercado, oftalmologa pediatrica in Bolivia, ci raccontano attraverso la loro testimonianza cosa significa essere in prima linea al fianco dei neonati affetti da retinopatia del prematuro (ROP).

Il racconto di Eleonora, responsabile progetti di CBM Italia in America Latina

Eleonora Giordano di CBM

Ancora oggi mi è impossibile dimenticare gli sguardi commossi e grati di quelle mamme. Essere lì, con loro, è stato farsi travolgere da un’emozione senza pari, amplificata dal fatto che anche io sono mamma.

Eleonora Giordano

“Nel 2019 sono stata in America Latina per monitorare i nostri progetti di prevenzione e cura della Retinopatia del prematuro. Mentre mi trovavo sul campo, stavo affrontando i primissimi mesi della mia seconda gravidanza e non avevo ancora condiviso con nessuno questa bellissima notizia. Forse proprio per questo capivo ancora meglio la stanchezza di tutti quei genitori, la loro paura ma anche la tenacia e la speranza con cui affrontano visite e controlli.

Durante quella missione ho avuto modo di vedere con i miei occhi il cambiamento reale che portiamo nella vita di tante famiglie, salvando i bambini da un futuro di cecità. Essere ciechi spesso significa essere emarginati, avere meno possibilità ed essere esclusi dalla scuola e dal lavoro, rischiando di vivere in povertà.”

Prematuro tra le braccia della mamma

Quando scopri di diventare mamma, fin dal primo istante, la gioia si mescola con la paura di non essere in grado di proteggere i propri bambini, nella loro estrema fragilità. Io mi rivedevo negli occhi di ognuna di quelle madri, la loro paura era la mia.

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L’esperienza della dottoressa Mercado

“Ogni giorno nel reparto di terapia intensiva neonatale dove lavoro, curo bambini fragilissimi: sono prematuri, alcuni nati ad appena 26 settimane di gestazione, pensano poco più di 1kg, stanno in una mano.”

primo piano dottoressa

Io e il mio team lavoriamo notte e giorno, monitorando gli occhietti dei bimbi prematuri. Quando si sviluppano certe condizioni abbiamo solo 48 ore di tempo per intervenire e salvarli dalla cecità.

Dottoressa Mercado

“Questi bambini combattono per la loro vita ogni giorno, a causa dell’estrema fragilità dei loro corpicini, ma rischiano anche di diventare ciechi per sempre a causa della Retinopatia del Prematuro (ROP).

La prima difficoltà è che la ROP non ha un’insorgenza o un decorso prevedibili: può manifestarsi nelle prime settimane di vita così come nei mesi successivi. Per questo è fondamentale che i bambini vengano sottoposti a controlli continui anche quando sono stati dimessi dall’ospedale. Lavoriamo tutti i giorni per sensibilizzare i genitori su questo aspetto: anche se i piccoli non sono più in ospedale, non significa che siano fuori pericolo. Non è sempre semplice farli tornare, perché spesso vivono lontani e mettersi in viaggio comporta tempo, rischi e costi.”

“Oggi poi, con l’emergenza sanitaria ancora in corso è tutto più complesso perché gli spostamenti non sono incentivati e devono essere fatti in sicurezza. L’altra enorme difficoltà è che per operare c’è pochissimo tempo: per farlo servono tutti i parametri e le condizioni del piccolo stabili e l’equipe, le sale, gli strumenti liberi. È un lavoro di estrema sincronia, e in questi mesi stiamo lavorando strenuamente per continuare a garantire cure di qualità, nonostante la pandemia.”

La Retinopatia del Prematuro nell’emergenza COVID-19

In questi terribili mesi di emergenza sanitaria globale, centinaia di genitori si sono trovati a vivere una paura ancora più grande: in America Latina gli ospedali stanno collassando e il rischio che questa tipologia di interventi passi in secondo piano è alto.

I nostri medici in Bolivia, Paraguay e Guatemela stanno continuando a lavorare coraggiosamente nonostante la pandemia, raggiungendo con cure e controlli tempestivi tutti i piccoli pazienti che ne hanno urgente bisogno e che rischiano di diventare ciechi per sempre.

Sanno che ogni bambino non operato tempestivamente oggi rischia di rimanere cieco per sempre, anche quando l’emergenza sarà rientrata.

I medici hanno bisogno di tutto il supporto possibile per continuare a lavorare e salvare la vista di tanti bambini prematuri. Dona ora.

Come spezziamo il ciclo povertà – disabilità in America Latina

Se non curati, i bambini prematuri rischiano di diventare ciechi e, una volta cresciuti, di essere emarginati, esclusi dalla scuola e dal lavoro, aumentando il rischio di vivere in povertà. Con il progetto di prevenzione e cura della ROP salviamo dalla cecità i neonati prematuri e spezziamo il ciclo povertà-disabilità.

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Causale: Web Prematuri

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