bambina e maestra alla lavagna

Il progetto

Il progetto mira a riabilitare e rendere inclusivi cinque centri ECDE migliorando accessibilità, sicurezza, qualità degli ambienti educativi e infrastrutture WASH. 

I cinque centri ECDE interessati da questo progetto servono attualmente 639 bambini, inclusi 59 bambini con disabilità (fisiche, sensoriali e dello sviluppo). Le infrastrutture esistenti rappresentano barriere significative all’accesso e alla partecipazione, specialmente per i bambini con disabilità e per le bambine. Le sfide comuni includono aule insicure, mancanza di servizi igienico-sanitari (WASH) accessibili, assenza di arredi e materiali ludici, aree non recintate e accesso limitato all’acqua. 

Le consultazioni con le parti interessate condotte da WKP — che hanno coinvolto genitori, caregiver, insegnanti ECDE, Consigli di Amministrazione (BOM), funzionari dell’istruzione di circoscrizione e l’amministrazione locale — hanno dimostrato un forte sostegno all’idea del progetto. Tutti gli stakeholder hanno identificato il potenziamento delle infrastrutture inclusive come un intervento prioritario per migliorare la sicurezza, la dignità, le iscrizioni, la frequenza e i risultati dell’apprendimento. Le comunità si sono impegnate a contribuire con la manodopera locale, a monitorare i lavori di costruzione e a sostenere la salvaguardia e la manutenzione delle strutture. 

Il contesto

In Kenya, l’educazione inclusiva è un pilastro della Costituzione del 2010 e del Basic Education Act del 2013, che garantiscono il diritto all’istruzione gratuita e obbligatoria per tutti, inclusi i bambini con disabilità. Nonostante il quadro normativo avanzato, come la Sector Policy for Learners with Disabilities (2018), l’implementazione incontra ostacoli significativi nelle aree marginalizzate.

La Contea di Turkana rappresenta una delle sfide più complesse del Paese. Con un tasso di povertà che sfiora il 79%, la regione soffre di un’atavica carenza di infrastrutture e servizi sociali. Qui, il tasso di scolarizzazione per i bambini tra i 6 e i 13 anni è solo del 50%, contro una media nazionale del 92,5%.

Sfide Specifiche per l’Inclusione

Nello specifico, l’educazione della prima infanzia (ECDE) a Turkana affronta barriere strutturali e culturali: 

  • Infrastrutture Inaccessibili: molti centri sono strutture temporanee o fatiscenti, prive di rampe e servizi igienico-sanitari (WASH) adattati, il che esclude di fatto i bambini con disabilità fisiche. 
  • Barriere Socio-Culturali: persistono pregiudizi che portano le famiglie a dare priorità all’istruzione dei figli “normodotati”, considerando la disabilità come un limite alla competitività lavorativa futura.
  • Carenza di Personale Qualificato: vi è un forte deficit di insegnanti formati in metodologie inclusive e pedagogia speciale, aggravato da classi sovraffollate che possono superare i 160 alunni per docente.
  • Impatto dei Conflitti e del Clima: l’insicurezza e la siccità cronica colpiscono la frequenza scolastica, rendendo necessari interventi integrati che uniscano istruzione e supporto nutrizionale.

Recenti iniziative, come quelle supportate da partner internazionali e dal governo locale nel piano 2023-2027, puntano a integrare i centri ECDE nei sistemi nazionali per garantire sicurezza, dignità e apprendimento equo anche nelle comunità nomadi e nei campi rifugiati di Kakuma.

Obiettivo generale

Migliorare l’accesso a spazi ECDE sicuri, inclusivi e di qualità.

Obiettivi specifici

Riabilitare ed equipaggiare cinque ECDE conformi agli standard di qualità, sicurezza, genere e inclusione 

I destinatari

Gruppo target diretto:

639 bambini iscritti in cinque centri ECDE nella circoscrizione (Ward) di Lokiriama/Lorengippi: Inclusi 59 bambini con disabilità (fisiche, sensoriali, dello sviluppo) 

Gruppi target indiretti:

  • 10 insegnanti ECDE 
  • 30 membri dei Consigli di Amministrazione (Board of Members-BOM) 
  • 10 cuochi ECDE
  • circa 639 genitori/caregiver 
  • Membri della comunità allargata che beneficiano di strutture ECDE migliorate e più sicure 

Le attività

Il progetto promuove la trasformazione degli spazi educativi nella sub Contea di Loima partendo dal coinvolgimento della comunità: incontri con genitori, docenti e autorità definiscono ruoli e consensi. Segue una fase tecnica in cui un ingegnere e un esperto di inclusione mappano i cinque centri ECDE per eliminare barriere architettoniche e rischi strutturali. Sulla base dei principi del Universal Design e degli standard nazionali, vengono redatti progetti tecnici e computi metrici per affidare i lavori a maestranze locali tramite gare trasparenti. 

L’intervento prevede:

  • Ristrutturazione delle aule con miglioramento di tetti, pavimenti, ventilazione e installazione di rampe antiscivolo;
  • Decorazione delle aule con murales e materiali didattici visivi;
  • Costruzione di cucine e magazzini puliti e sicuri;
  • Costruzione di bagni separati per genere e accessibili;
  • Installazione di sistemi di raccolta dell’acqua piovana e collegamenti a pozzi;
  • Creazione di parchi giochi inclusivi;
  • Costruzione di recinzioni e cancelli per proteggere i bambini dagli animali.

Per garantire la sostenibilità, insegnanti e Consigli di Amministrazione delle scuole ricevono formazione sulla manutenzione, concludendo il ciclo con la consegna formale delle strutture. Monitoraggio costante e raccolta di storie di successo assicurano trasparenza e impatto a lungo termine. 

Risultati attesi

Risultato 1: Allestire e migliorare infrastrutture ECDE a misura di bambino e sensibili al genere, in conformità con gli standard di sicurezza e accessibilità.

Risultato 2: Potenziare gli ambienti di apprendimento e gioco attraverso la fornitura di arredi adeguati all’età.

Risultato 3: Rafforzamento delle capacità della comunità e della scuola nella gestione, protezione e sostenibilità delle strutture ECDE.

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