Un’occasione per analizzare l’impatto della pandemia COVID-19 sui gruppi più vulnerabili, tra cui le persone con disabilità.

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Gruppi a rischio di esclusione e marginalizzazione sociale: quali gli effetti del COVID-19 e le misure necessarie da adottare?

Questo il titolo del webinar promosso dal COVID-19 Italy Vulnerabilities Network (CIV-N) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e a cui abbiamo partecipato con la nostra responsabile advocacy, Chiara Anselmo.

Il webinar

Un’occasione per analizzare l’impatto della pandemia sui gruppi più vulnerabili, a rischio di esclusione e marginalizzazione sociale, tra cui le persone con disabilità. Un evento online a cui hanno partecipato tra gli altri:

  • Maria Luisa Buzelli, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità;
  • Patrizio Gonnella, Presidente Associazione Antigone;
  • Caterina Cortese della Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora.

Un momento per riflettere su alcune buone pratiche implementate durante la pandemia COVID-19, come fatto da noi nei Paesi in via di sviluppo e in Italia. Un webinar che è parte integrante del lavoro che il CIV-N sta portando avanti con lo scopo di aiutare l’Italia a individuare le azioni e le politiche attuate prima e durante la crisi che potrebbero aver aumentato preesistenti disuguaglianze di salute e averne innescato di nuove.

Il nostro intervento

L’emergenza sanitaria COVID-19 è divenuta ben presto emergenza economica e sociale, aumentando le disuguaglianze. A esserne maggiormente colpite sono le persone con disabilità che spesso non riescono a mantenere l’isolamento e il distanziamento interpersonale, faticano a raggiungere i servizi e le cure di cui hanno bisogno, perdono ogni tipo di autonomia, mezzi di sostentamento e lavoro. Per questo nella pandemia, come raccontato dalla nostra responsabile advocacy al webinar, il nostro intervento nei Paesi in via di sviluppo e in Italia si è concentrato al fianco delle persone con disabilità. Tra le buone pratiche quella in Italia a sostegno dei bambini con Sindrome CHARGE, a cui il COVID-19 ha sottratto servizi educativi, riabilitativi e ricreativi e ai quali, grazie al progetto “+ARIA” abbiamo potuto offrire cure e terapie essenziali.


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