A settembre la scuola riapre le sue porte, ma non per tutti: sono ancora tantissimi i bambini con disabilità che non vanno a scuola, soprattutto nei Paesi del Sud del mondo.

bambini in classe

Educazione inclusiva

L’educazione è un diritto di tutti, eppure nel Sud del mondo tantissimi bambini con disabilità non vanno a scuola. Questo per vari motivi: le scuole non sono accessibili, gli insegnanti non sono formati, mancano strumenti adeguati, i costi per le famiglie sono elevati.

Una situazione resa ancora più grave dall’emergenza COVID-19, quando le scuole di tutto il mondo si sono fermate lasciando 258 milioni di bambini e giovani esclusi dall’istruzione. I bambini che vivono nel Sud del mondo in particolare hanno perso fino al 20% della loro vita scolastica a causa della pandemia.

L’esclusione scolastica porta ad analfabetismo, difficoltà a trovare un impiego, a lavori e occupazioni poco retribuiti o poco sicuri; senza contare che per molti bambini nelle zone più povere del mondo non andare a scuola significa non contare su un pasto sicuro ogni giorno.
Per tantissimi bambini e ragazzi con disabilità che vivono nel Sud del mondo non andare a scuola significa restare intrappolati nel ciclo che lega povertà e disabilità.

Il nostro lavoro nel Sud del mondo e in Italia

Noi di CBM crediamo che l’educazione sia un diritto di tutti i bambini e ragazzi: per questo lavoriamo per garantire un’educazione di qualità per tutti, contribuendo a realizzare il 4° degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (educazione di qualità, equa e inclusiva).

Nei Paesi del Sud del mondo:

  • lavoriamo per rendere le scuole accessibili eliminando le barriere architettoniche e costruendo un ambiente adatto alle esigenze di tutti i bambini;
  • forniamo ausili e materiali didattici;
  • formiamo insegnanti;
  • sensibilizziamo famiglie e comunità sul diritto all’educazione;
  • garantiamo pasti e strumenti didattici.

Lo scorso anno abbiamo realizzato cinque progetti di educazione inclusiva in India, Vietnam, Niger ed Etiopia; grazie ai quali 3.000 bambini con disabilità sono andati a scuola e 1.525 insegnanti sono stati formati.
Anche durante la pandemia siamo rimasti al loro fianco fornendo tablet, connessione internet, supporto psicologico a distanza, affinché nessun bambino rimanesse indietro.

In Italia lavoriamo per promuovere la cultura dell’inclusione, sia dentro che fuori dalla scuola. Lo abbiamo fatto in questi anni con «Apriamo gli occhi!», il nostro progetto didattico per le scuole primarie e dell’infanzia, che in questi anni ci ha permesso di raggiungere 60.000 studenti in tutta Italia consentendo loro di allenare e coltivare quelle competenze della vita – empatia, consapevolezza, apertura – fondamentali per promuovere la cultura dell’inclusione. Continuiamo a farlo con nuovi progetti che contribuiscono a creare opportunità educative fuori e dentro la scuola per tanti bambini e le loro famiglie in tutta Italia.

La scuola Robit

In Etiopia stiamo costruendo ed equipaggiando una scuola inclusiva, la scuola Robit, che sarà in grado di ospitare studenti con e senza disabilità, con nuovi spazi accessibili, accoglienti e funzionali. La scuola, costruita nel distretto di Kobo, a Nord Wollo, avrà aule accessibili, un dormitorio in grado di accogliere fino a 60 studenti, bagni, cucina e mensa. Forniremo arredi e attrezzature, cibo, vestiti e materiale scolastico agli studenti con disabilità.

Il progetto fa parte di un più ampio programma che prevede attività di sensibilizzazione nelle comunità e lavori per rendere accessibili 12 scuole nelle regioni Amhara e Tigray, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione etiope e l’Ethiopian Center for Disability and Development Association (ECDD).

Cosa puoi fare tu

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In questi anni abbiamo raggiunto risultati straordinari: con te al nostro fianco possiamo fare ancora di più e continuare a spezzare il ciclo che lega povertà e disabilità grazie a progetti di educazione inclusiva.

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La storia di Julienne

Una bambina cieca legge in Braille

Julienne è una bambina cieca, che va a scuola con tanti compagni con e senza disabilità. Ha imparato a leggere e scrive in braille e sogna di fare l’infermiera.

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