bambina con disabilità fisica in uganda

Il progetto

Il CoRSU (Comprehensive Rehabilitation Services of Uganda for People with Disabilities) è un ospedale di riabilitazione medica e chirurgia specialistica. È un polo di eccellenza in Africa Orientale per la cura e la riabilitazione delle disabilità ortopediche e plastiche, soprattutto dei bambini.  

Punti di forza del CoRSU sono la chirurgia e le attività di riabilitazione; qui si curano i bambini con disabilità fisica, e nella fase post-operatoria, si favorisce la loro inclusione nella società.  

Le attività principali sono le chirurgie ortopediche (per deformazioni degli arti, piede torto, fratture), le operazioni di plastica ricostruttiva (soprattutto deformazioni del palato e ustioni) e i servizi di riabilitazione (fisioterapia, ergoterapia e logopedia).  

Queste vengono integrate da formazione del personale e un progetto di Riabilitazione su Base Comunitaria, che sostiene la partecipazione e l’inclusione delle persone con disabilità nelle loro comunità di appartenenza attraverso la collaborazione con i servizi sanitari, educativi, formativi e sociali esistenti.  

L’80% dei pazienti del CoRSU sono bambini, che provengono dall’Uganda e dai Paesi vicini.

bambino con disabilità su sedia a rotelle in Uganda

Grazie al sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del programma “Innovazione per lo Sviluppo“, è attualmente in corso (01/04/2021 – 31/01/2022) un progetto che potenzierà le capacità di tecnologia additiva dell’ospedale e la qualità dei servizi di riabilitazione inclusiva erogati.

Dalla sua fondazione, il CoRSU ha realizzato più di 48.000 operazioni chirurgiche su bambini, migliorandone le condizioni di vita, e portato attività riabilitative a 72.000 pazienti, la maggior parte dei quali sono bambini.

Tra tutti i pazienti ammessi al CoRSU, 1 paziente su 5 è infettivo o è ad alto rischio di infezione (per ferite aperte, chirurgie plastiche, ustioni o osteomielite). Queste condizioni richiedono per i pazienti di restare in isolamento in un ambiente protetto: per questo CBM nel 2016 – con il sostegno della Fondation Assistance Internationale (FAI) – ha avviato la costruzione ed equipaggiamento di un nuovo Reparto di terapia intensiva per la cura della Sepsi: il Septc Ward. Inaugurato nel 2017, ospita 24 posti letto ed è attualmente attivo e funzionante. 

Al CoRSU inoltre è attivo un programma di nutrizione: spesso infatti i pazienti, soprattutto più piccoli, arrivano al CoRSU in uno stato di grave malnutrizione e non possono essere sottoposti a operazione chirurgica. Le nutrizioniste e le infermiere del CoRSU si assicurano quindi che tutti i pazienti raggiungano uno stato nutrizionale ideale, fornendo cibo terapeutico e insegnando alle famiglie come preparare i cibi più adatti per i loro figli, arricchendo prodotti facilmente reperibili con supplementi vitaminici e ipernutrienti. Lo staff del CoRSU ha anche a disposizione un orto, che è a disposizione per preparare i cibi e dove inoltre si insegna alle famiglie anche a coltivare i prodotti importanti per una corretta nutrizione.

Infine, il CoRSU dispone di un innovativo laboratorio ortopedico che, grazie alle stampanti 3D per la produzione in serie di visiere protettive, protesi e plantari (tutori e supporti ortopedici), garantisce una maggior autonomia e sostenibilità economica nel reperire materiale e attrezzature mediche innovative e di qualità.

Risultati attesi

Nei tre anni di progetto si prevede di migliorare la qualità della vita delle persone in Uganda attraverso servizi di riabilitazione fisica e nutrizionale accessibili e di qualità.

In particolare sono previste queste attività:

  • supporto a 300 operazioni chirurgiche ogni anno, di cui 240 pediatriche accompagnate dal programma di riabilitazione nutrizionale 
  • Produzione di 1.600 visiere protettive e 150 dispositivi di assistenza (invasi o plantari) per bambini con disabilità.

Risultati raggiunti

Nel 2020 abbiamo supportato 700 operazioni chirurgiche, di cui 643 su bambini, e 300 programmi di riabilitazione nutrizionale.

Al termine del progetto Print the innovation, il CoRSU è riuscito a produrre: 

  • 1.638 visiere protettive stampate in 3D, delle quali, 719 assemblate e 562 distribuite; 
  • 66 invasi stampati in 3D; 
  • 53 pazienti hanno beneficiato delle protesi.

In generale la tecnologia 3D i seguenti vantaggi:

  • contribuisce ad una qualità migliore degli ausili prodotti, in quanto meno soggetti a errori rispetto alla produzione manuale
  • il processo di produzione è computerizzato, rispettoso dell’ambiente e riduce gli sprechi: il materiale di scarto è minimo e inoltre la stampa 3D permette di stampare solo ciò che serve
  • la possibilità di ottenere una protesi stampata in 3D fa sì che i pazienti trascorrano meno tempo in ospedale, abbattendo anche i costi di trasporto: la produzione richiede 8-10 ore (rispetto ai 3-5 giorni tradizionali); è importante soprattutto per i bambini, che devono cambiare protesi diverse volte durante la crescita
  • il prodotto è personalizzato poiché risultato di una scansione computerizzata dell’arto cui applicare la protesi. 
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