A dicembre 2020 sono iniziati i lavori di costruzione del nuovo plesso chirurgico dell’ospedale Saint Joseph che, insieme all’ampliamento dell’ospedale Mengo, porterà cure oculistiche alla popolazione dell’Uganda, contribuendo alla prevenzione della cecità.

Massimo Maggio, direttore di CBM osserva la planimetria insieme al personale locale

In Uganda tante persone con disabilità visive rischiano di diventare cieche per mancanza di mezzi, servizi non accessibili, lontananza dagli ospedali; una condizione che può creare o aggravare la povertà. Noi di CBM vogliamo spezzare il ciclo che lega povertà e disabilità in Uganda costruendo nuove sale operatorie che porteranno cure oculistiche ai più poveri e vulnerabili.

Massimo Maggio, Direttore di CBM Italia Onlus

1 oftalmologo per oltre 1 milione di persone

In Uganda sono ancora troppe le persone con problemi visivi: 1,2 milioni, di cui 250.000 sono cieche.
La carenza di ospedali e centri sanitari, la povertà, la mancanza di medici sono un grave ostacolo alla guarigione di tantissimi bambini e adulti che rischiano di rimanere ciechi per sempre; eppure nel 75% dei casi le cause della cecità sono prevenibili o curabili.
Le patologie visive più diffuse sono cataratta (57,1%), errori refrattivi, tracoma, traumi, glaucoma.
Nella capitale Kampala i servizi oculistici sono forniti dall’Ospedale Mengo sostenuto da CBM; nel resto del Paese gli ospedali e i centri sanitari non riescono a coprire tutte le richieste; spesso inoltre non sono adeguatamente equipaggiati per fornire cure oculistiche.

Nel Nord Uganda invece, la prevalenza di disabilità visiva è la più alta di tutta la nazione, soprattutto per la debole copertura di servizi oculistici di base e specializzati; altre cause sono:

  • mancanza di personale sanitario formato e quindi non in grado di diagnosticare per tempo le patologie visive: si stima che ci sia 1 solo oftalmologo per 1,2 milioni di persone
  • sovraffollamento delle strutture oculistiche esistenti, anche in seguito all’aumento di profughi sud sudanesi nell’area negli ultimi anni
  • servizi oculistici non accessibili, che penalizzano tante persone con disabilità, le cui condizioni si sono ulteriormente aggravate a causa del Covid-19.

Ospedale St. Joseph: mattone dopo mattone una speranza concreta

È proprio in Nord Uganda che stiamo costruendo un nuovo plesso chirurgico presso l’ospedale St Joseph, nella sub-regione di Ancholi, una delle più povere del Paese. Un progetto avviato in accordo con il Ministero della Salute ugandese, che renderà il St Joseph un centro oftalmico specialistico in grado di erogare cure diagnostiche, trattamenti specialistici e chirurgie (cataratta, trichiasi, chirurgie da traumi, ecc…).

Il plesso chirurgico prevede diversi ambienti tra cui la sala operatoria principale, una sala per la preparazione di medici e infermieri (scrub room), sala d’attesa, sala per visite e sala per la degenza.

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Sostenibilità e Accessibilità

La costruzione del plesso chirurgico è stata avviata a dicembre 2020 con il supporto del partner Arcò – Architettura e Cooperazione, un team di architetti specializzati in edifici sostenibili e accessibili.

I lavori di costruzione del plesso chirurgico e anche di rinnovo della sala degenza sono eseguiti in linea con la normativa ambientale del Paese, rispettando i criteri di sostenibilità ambientale.
Saranno garantiti il benessere acustico e visivo dei pazienti e contenuti i consumi energetici: istalleremo pannelli solari per alimentare il fabbisogno energetico della sala operatoria e realizzeremo un sistema stand alone di produzione di energia elettrica.

La sala operatoria sarà costruita secondo standard di accessibilità nazionali e internazionali e secondo i criteri di “accomodamento ragionevole e Universal Design” per la piena accessibilità delle strutture alle persone con disabilità e categorie più vulnerabili.

Valore aggiunto è inoltre la co-progettazione con la comunità locale; i lavori sono affidati a una ditta costruttrice locale, i materiali acquistati in loco e la manodopera è locale.

operai sul posto di lavoro

La nuova costruzione – iniziata in questi mesi- fa parte del più ampio progetto ForeSeeing Inclusion – Salute visiva e Disability Mainstreaming in Nord Uganda che abbiamo avviato nel 2019 con il sostegno dell’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo per migliorare l’accesso e la qualità dei servizi oculistici nei distretti di Kitgum, Lamwo e Arua.
Oltre alla costruzione del plesso chirurgico, sono molte le attività previste:

  • equipaggiamento e rafforzamento dei centri sanitari sul territorio, per decentralizzare i servizi a livello comunitario
  • formazione di medici e personale sanitario
  • cliniche mobili nelle comunità e nei campi sfollati
  • formazione alle autorità sui temi della disabilità, affinchè diventi tema centrale nelle comunità.

Grazie al progetto porteremo cure oculistiche a 76.500 persone tra cui in particolare persone con disabilità, donne e bambini.

Il Mengo, il più antico ospedale dell’Uganda

Il Mengo Hospital, fondato nel 1897, è una vera istituzione in Uganda e nell’Africa orientale.

Il reparto oculistico (Mengo Eye Department), istituito nel 1990, fornisce servizi di assistenza oculistica completi e a basso costo, sia ambulatoriali che ospedalieri.

Negli ultimi 25 anni, grazie alla collaborazione con CBM, il reparto oculistico è cresciuto offrendo prevenzione, cura, diagnosi di patologie oculari complesse e interventi chirurgici specialistici, di cataratta per adulti e bambini, strabismo e glaucoma. Il Mengo Eye Department svolge anche sensibilizzazione e educazione nella comunità, screening e correzione degli errori refrattivi anche nelle scuole, servizi di ipovisione con il supporto di CBM.

In media il reparto accoglie 50.000 pazienti da tutta l’Uganda e da Paesi vicini come il Sud Sudan e la Repubblica Democratica del Congo, ed effettua 3.600 operazioni chirurgiche ogni anno.
Tuttavia è limitato in termini di infrastrutture, attrezzature, personale: c’è solo una sala operatoria, che crea una lista d’attesa per i pazienti che necessitano di un intervento chirurgico e non dispone di una banca corneale.

Per questo realizzeremo un grande intervento per ampliare il dipartimento oculistico con la costruzione di 4 nuove sale operatorie, una banca corneale, una sala per le visite, un’unità di ipovisione, dove svolgere anche sessioni di stimolazione e riabilitazione visiva, camere di degenza pazienti e tanti altri spazi indispensabili per fornire visite e cure di qualità.

immagine maps nuovo Mengo

Grazie al nuovo progetto si prevede che 563.000 persone in 5 anni avranno accesso alla nuova struttura e quindi accederanno a cure oculistiche.

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